distrofia

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ultimo aggiornamento: 5 Agosto 2017 alle 11:09

Derivato dal greco δύστροϕος (dýstrofos → anomalia nutrizionale), composto da δυσ (dys– → prefisso dal significato peggiorativo, difficile, indicante alterazione, malformazione, difetto, funzionamento anomalo, difficile…) e τρέϕω (tréfo → nutrire): alterazione, congenita o acquisita, del trofismo di singoli tessuti o dell’intero organismo, viene utilizzato per descrivere i disturbi della nutrizione: l’alterazione trofica dei tessuti o degli organi induce, generalmente, metamorfosi regressive degli elementi cellulari, che possono portare all’atrofia o alla degenerazione dei parenchimi. Questi fenomeni inducono depauperamento delle cellule proprie, provocando, talvolta fenomeni di metaplasia o modificando la morfologia grossolana degli organi. Quando le turbe nutritive sono transitorie è possibile di solito una completa riparazione per rigenerazione delle parti perdute o per ipertrofia di quelle residuate, quando il tessuto ha scarse possibilità rigenerative; qualora persista l’alterazione della nutrizione, il processo riparativo si compie solitamente con una proliferazione più o meno vivace del tessuto stromale che conduce a una sclerosi o cirrosi dell’organo con maggiore o minore compromissione della funzione di esso. Le cause possono riconoscersi in alterazioni dello stesso apparato cardio-vascolare e linfatico che presiedono fondamentalmente all’apporto nutritivo dei tessuti; altre volte stanno in lesioni di vario ordine del sistema nervoso centrale (centri trofici) o di quello periferico; esse possono risalire anche al periodo dello sviluppo embrionale (distrofie congenite) provocando vizi formativi degli organi (disontogenie).

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