dislacrimia

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ultimo aggiornamento: 5 Agosto 2017 alle 11:00

Dal greco δυσ– (dys- → prefisso che indica difettoso funzionamento) e δάκρυμα (dákryma → lacrima). Composizione anomala del film lacrimale, che comporta un’alterazione della funzione protettiva e lubrificatrice del fluido lacrimale, dovuta ad una alterazione dello strato lipidico del film lacrimale, strato che ha la funzione di proteggere lo strato acquoso sottostante. Il film lacrimale contiene diverse sostanze: acqua, muco, proteine, lipidi ed altre sostanze come il lisozima, lattoferrina; se la normale composizione del film lacrimale subisce una variazione si possono creare alterazioni della distribuzione dello strato protettivo che perde l’omogeneità. Quando lo strato lipidico è alterato, l’evaporazione dello strato acquoso aumenta in maniera elevata, creando così instabilità del film lacrimale stesso: come conseguenza della disidratazione oculare, si osserva iperosmolarità lacrimale, che causa dei danni all’epitelio attivando eventi infiammatori a cascata a livello della superficie oculare, con conseguente rilascio dei mediatori infiammatori. Il danno epiteliale include la morte cellulare, la perdita delle cellule caliciformi e l’alterazione della produzione delle mucine che porta ad una ulteriore instabilità del film lacrimale, che aggrava l’iperosmolarità della superficie oculare e completa il circolo vizioso. Ciò innesca un’iperproduzione di lacrime da parte delle ghiandole lacrimali, come meccanismo di compensazione, mentre le lacrime, per effetto di questa iperlacrimia, possono fuoriuscire dall’occhio (epifora): la pellicola lacrimale è inadeguata e le ghiandole lacrimali si attivano per rimediare a tale inadeguatezza.

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