definizione
Stato di generale scadimento dell’organismo a seguito di ipoalimentazione, digiuno, disturbi dell’apparato gastro-intestinale che provocano malnutrizione o alterazioni della digestione, dell’assorbimento intestinale o dell’assimilazione degli alimenti: il termine si riferisce non solo alla nutrizione insufficiente, protratta per lungo tempo, causata dalla mancanza del corretto apporto proteico ed energetico, o anche delle vitamine e dei minerali necessari all’organismo per l’utilizzazione dei fattori nutritivi contenuti negli alimenti assunti ma anche al deperimento che ne consegue; il termine deriva dal latino dis– (attraverso la francesizzazione dé-, col significato di privazione o azione contraria) e nutrizione, da nutritio, derivato di nūtrīre (→ fornire a un organismo vivente gli alimenti e le sostanze necessarie per consentirgli la vita, cioè la crescita, lo sviluppo e le funzioni e attività sue proprie).
La denutrizione non è obbligatoriamente il risultato di un basso apporto calorico, ma può conseguire a squilibri tra il fabbisogno energetico-nutrizionale e la disponibilità di nutrienti o le capacità metaboliche: è uno stato di alterazione funzionale, strutturale e di sviluppo dell’organismo, conseguente allo squilibrio tra fabbisogni nutrizionali e introito o utilizzazione dei nutrienti essenziali; può essere considerata una forma di malnutrizione per difetto, e come tale riguarda principalmente l’apporto energetico o proteico-energetico, ma potrebbe riferirsi anche agli effetti dell’insufficienza di nutrienti protettivi non energetici (vitamine, minerali), capaci di interferire negativamente sull’utilizzazione dell’energia chimica potenziale degli alimenti ingeriti.
È lo stato fisico che deriva dalla deprivazione di sostanze essenziali per l’organismo, per lunghi periodi, con un apporto di nutrienti che risulta insufficiente a soddisfare il fabbisogno quotidiano dell’organismo: può derivare dall’impossibilità di ottenere o preparare il cibo, da una malattia che rende difficile mangiare o assorbire gli alimenti oppure in caso di notevole aumento del fabbisogno di calorie, come accade nei periodi di rapida crescita.
Mancando l’apporto dei materiali nutritivi necessari, l’organismo sopperisce ai fabbisogni del metabolismo utilizzando le riserve accumulate nei tessuti, a partire dal tessuto adiposo, dal tessuto epatico, dalle proteine ematiche e dal tessuto muscolare.
Una carenza prolungata di macronutrienti e/o micronutrienti può creare sindromi carenziali con l’insorgenza di debolezza, stanchezza e svogliatezza; perdita di massa muscolare (sarcopenia) e difficoltà di coordinazione, con un significativo incremento del rischio di cadute e fratture ossee; disturbi cardiovascolari dovuti alla diminuzione della massa muscolare cardiaca; difficoltà di respirazione dovute a una riduzione dei muscoli respiratori; aumento del rischio di infezioni a causa dell’indebolimento del sistema immunitario; guarigione delle ferite rallentata; disturbi neurologici.