ipotensione ortostatica

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ultimo aggiornamento: 28 maggio 2018 alle 12:16

Detta anche “ipotensione posturale” o “segno di Raglan“, questa sindrome è caratterizzata da brusco calo della pressione sanguigna, dipendente dall’improvviso passaggio dal clinostatismo all’ortostatismo o dal compiere uno sforzo analogo: per parlare di “ipotensione ortostatica“, il calo pressorio deve avvenire rapidamente ed essere superiore a 20 mmHg per la pressione sistolica e/o a 10 mmHg per quella diastolica. In genere, come conseguenza dell’ipotensione ortostatica, si verificano una serie di sintomi determinati dal ridotto afflusso di sangue agli organi vitali ed, in particolar modo, al cervello: possono insorgere acrocianosi, capogiri o vertigini, difficoltà visive, lipotimia, astenia, sudorazione profusa, obnubilamento percettivo, confusione mentale, insonnia, tendenza a manifestare palpitazioni, ronzii o acufeni, cefalee o emicranie, e, in alcuni casi estremi, sincope vaso-vagale; la drammatica diminuzione pressoria si comporta come un fattore scatenante, in grado di far emergere la presenza di cofattori eziologici o di rendere evidente problemi latenti. Quando ci si alza in piedi dalla posizione sdraiata, la forza di gravità tende a richiamare il sangue negli arti inferiori; il sistema venoso delle gambe non riesce a restituire immediatamente tutto il sangue sequestrato e ad opporsi con sufficiente efficacia al ristagno ematico; ne deriva un’inevitabile riduzione del ritorno di sangue al cuore. Il ridotto afflusso ematico ed il calo pressorio che ne derivano, vengono immediatamente captati dai barocettori posti a livello del seno carotideo e dell’arco aortico, innescando una risposta sistemica, indotta dal sistema ortosimpatico, atta a riportare nella norma la pressione ematica; la reazione è mediata dall’incremento della frequenza (tachicardia) e della contrattilità cardiaca assieme a fenomeni di vasocostrizione. L’incapacità del sistema di rispondere con un adeguamento pressorio efficace, è indice, spesso, di una sindrome da stress cronico, ma può essere anche segno di disidratazione; alcuni problemi cardiaci come la bradicardia patologica, i problemi valvolari e l’insufficienza cardiaca, favoriscono l’instaurarsi di ipotensione ortostatica, minando la capacità del cuore di pompare in circolo quantità di sangue adeguate a compensare il basso ritorno ematico. La contrazione dei muscoli della gamba e della coscia, unitamente alla componente valvolare del circolo venoso, è fondamentale per favorire il ritorno ematico del cuore contro gravità: il mantenimento di una posizione statica dopo essersi alzati in piedi o la presenza di vene varicose, favoriscono l’insorgenza di ipotensione ortostatica. La Kinesiologia Transazionale® considera il segno di Raglan alla stregua di un significance detector dello stress, tanto da utilizzare il test di Raglan come mezzo diagnostico; attraverso l’uso del test muscolare e alle abilità derivanti dalla noesi, gli esperti in questa metodica sono in grado di identificare gli stressor ad azione biocidica che mantengono “sotto pressione” l’organismo: il professionista del ben-essere può valutare, in questo modo, le migliori strategie per un programma di miglioramento personale, volte a neutralizzarne l’effetto sul corpo. Le compressioni, distorsioni o le fissazioni a livello dell’area sub-occipitale si rivelano, in molti casi, una condizione favorente la genesi dell’ipotensione posturale: tecniche quali l’atlas disengagement , il bilanciamento del diaframma cerebellare o la riequilibrazione dei rockers si rivela, soventemente, molto efficaci per risolvere il problema.

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