condilo occipitale

ultimo aggiornamento: 27 Maggio 2020 alle 19:20

descrizione

A  livello della superficie esterna della porzione basilare dell’osso occipitale, lateralmente al forame magno, sono  presenta due rilievi ellittici, chiamati condili occipitali (condylus occipitalis): sono i processi articolari che costituiscono una diartrosi con le faccette articolari superiori dell’atlante, concave, a forma ellissoidale allungata; la forma del condilo occipitale è reniforme, con  asse maggiore orientato obliquamente in direzione postero-anteriore e dall’esterno all’interno. Esiste un terzo condilo occipitale, il tubercolo precondilare, struttura incostante, sito sulla superficie inferiore della porzione basilare dell’osso occipitale, che rappresenta la vestigia di una vertebra occipitale, embrionale, e può articolarsi con l’arco anteriore dell’atlante o fondersi con esso.

Dietro l’estremità posteriore dei condili c’è l’orifizio esterno del canale condiloideo, mentre lateralmente alla porzione anteriore degli stessi si trova lo sbocco del canale dell’ipoglosso.

articolazione atlanto-occipitale

È l’articolazione interposta tra l’osso occipitale e la prima vertebra cervicale (atlante); si stabilisce tra le due faccette articolari superiori dell’atlante, che sono concave, a forma di ellissoidi allungati dall’avanti all’indietro e lateralmente, e le due faccette articolari convesse dell’occipitale di forma analoga. L’articolazione atlo-occipitale potrebbe essere ritenuta, a tutti gli effetti, una articolazione zigapofisaria che ha subito una trasformazione per svolgere al meglio il suo lavoro di cerniera, permettendo che il cranio, rispetto al rachide, esprima un elevato R.O.M.: l’articolazione è, infatti, una diartrosi costituita dai condili occipitali e dalle cavità glenoidee, localizzate sulla faccia superiore delle masse laterali dell’atlante.

disfunzione dei condili occipitali

L’articolazione atlo-occipitale è ritenuta, generalmente, un’articolazione condiloidea, anche se alcuni la considerano un ginglimo angolare: consente movimenti di flesso-estensione (rocking) e moderati movimenti di flessione laterale: le due faccette articolari convesse dell’occipite, nella loro relazione articolare con l’atlante, possono subire forme di imbricamento (occipital condyles interlocking), causato frequentemente da distonie o discinesie della muscolatura sub-occipitale. Le tecniche di sblocco subo-occipitale del Cranio-Sacral Repatterning®, ed in particolare l’atlas disengagement, sono spesso risolutive.

I condili occipitali garantiscono il movimento reciproco tra C0 (occipite) e C1 (atlante), cioè l’espressione del rocking garantito dalla cerniera C0÷C1 (C0∞C1); la flesso-estensione è mediata dallo scivolamento dai condili dell’occipite, che oscillando come il pattino della sedia a dondolo scorrono sulla cavità faccette articolari superiori dell’atlante: a questo livello, spesso, si somatizzano sia tensioni riconducibili ad emozioni come paura od ansia, sia le disfunzioni delle catene cinematiche ascendenti o discendenti.

Gli squilibri muscolari che inferiscono a questo livello possono creare instabilità articolare, con conseguenti atteggiamenti posturali anomali che dovranno essere in qualche modo compensati; così come possono instaurarsi sublussazioni dell’altante, per neutralizzare le discinesie o le distonie muscolari non è rara l’insorgenza di fissazioni articolari che comportano l’atlo-occipital jamming.Testo alternativo Descrizione IMPOSTAZIONI VISUALIZZAZIONE ALLEGATI Allineamento Link a Dimensione 1 selezionati Pulisci Inserisci nell'articolo Scegli file

La Kinesiologia Transazionale® offre strumenti non solo per riequilibrare i rapporti condilari dell’articolazione atlanto-occipitale, ma anche per identificare per mezzo di una valutazione multidimensionale le eventuali priorità di correzione, nell’ambito della poliedricità causale: il test muscolare, in abbinamento alla localizzazione terapeutica, permette di discriminare stressor o trigger in grado di alterare i rapporti tensegretivi che mantengono in equilibrio il cranio sul rachide. Grazie ai challenge kinesiologici è possibile identificare e neutralizzare i vettori che inducono eventuali sublussazioni, correggere la presenza di fissazioni atlanto-occipitali, effettuare la riequilibrazione del diaframma cerebellare o riattivare l’azione corretta dei rockers, che agiscono sui rapporti condilari fra atlante ed occipite; la riequilibrazione dell’azione agonista/antagonista dei muscoli sub-occipitali è un atout nelle mani del professionista del ben-essere, per stabilizzare armonicamente l’area sub-occipitale.

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