forame magno

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ultimo aggiornamento: 8 Settembre 2017 alle 22:35

foramen magnum: locuzione latina composta da foramen ( → foro), derivato da forare ( → bucare) e magnum (→ grande); significa letteralmente “grande buco”: ampia apertura , di forma losangica-ovoidale, che si apre nella superficie inferiore dell’osso occipitale, alla base della scatola cranica: mette in comunicazione la cavità cranica con il canale vertebrale. È caratterizzato dalla presenza di due punti di repere craniometrici: il basion, punto mediano del margine anteriore del foro, e l’opisthion, corrispettivo posteriore; anteriormente al forame magno, sulla faccia interna al cranio, si trova il clivius, doccia ossea in continuità con il dorso della sella turcica dello sfenoide, posto nella  porzione basilare, processo che si prolunga antero-superiormente  verso la sincondrosi sfeno-basilare. Questa regione, situata ventralmente al forame occipitale e che forma con l’osso basisfenoide la base del cranio, è detta osso basioccipitale. Posteriormente si osservano due creste che si dirigono postero-superiormente in direzione dell’eminenza crociata (protuberanza occipitale interna), fondendosi fra loro a formare la cresta occipitale interna, inserzione della falx cerebelli, che ospita il seno venoso occipitale. Sulla faccia inferiore, esterna al cranio, anteriormente si trova, il tubercolo faringeo, che dà attacco al rafe fibroso della faringe, e, bilateralmente ad esso, l’inserzione del muscoli lungo della testa e del muscolo retto anteriore della testa; immediatamente di fronte al foro occipitale, si attacca la membrana atlo-occipitale anteriore. base del cranio - foramen magnumLateralmente si trovano i condili occipitali, che attraverso l’articolazione atlanto-occipitale, entrano in contatto con le faccette articolari superiori della prima vertebra cervicale (atlante); alla base di ciascun condilo l’osso è perforato da un breve canale, detto canale dell’ipoglosso (o foro condiloideo anteriore), che offre il passaggio al nervo ipoglosso e all’arteria faringea ascendente. Posteriormente ai condili si riscontra una depressione, la fossa condiloidea, che riceve il margine posteriore delle faccette articolari superiori dell’atlante quando la testa è in estensione.  Posteriormente, dal grande foro occipitale, decorre verticalmente, in direzione superiore verso l’inion (protuberanza occipitale esterna),  la cresta occipitale esterna, che divide il piano nucale  in due metà simmetriche e dà attacco al legamento nucale. Attraverso il foro occipitale, il midollo spinale penetra all’interno del cranio a formare il midollo allungato (bulbo encefalico): il confine arbitrario tra le due encefaliche è un piano passante per l’orifizio interno del canale dell’ipoglosso ed il basion. Dal forame magno transitano verso l’endocranio i nervi accessori spinali e le arterie vertebrali, che confluendo fra loro originano l’arteria basilare, le arteria spinali (anteriore e posteriore), oltre alla membrana tectoria (prolungamento del legamento longitudinale posteriore vertebrale) ed ai legamenti alari (legamenti che si portano dal dente dell’epistrofeo ai due condili occipitali), strutture fasciali che rafforzano l’articolazione atlo-epistrofeica.

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