flesso-estensione

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ultimo aggiornamento: 11 Luglio 2018 alle 0:54

Termine utilizzato per mettere in relazione reciproca e, contemporaneamente, alternativa gli scostamenti del corpo o di parti di esso, esprimendo il movimento in avanti (direzione anteriore o flessione) o all’indietro (posteriore o estensione). Considerando il corpo diviso da un piano immaginario trasversale, passante per la sutura coronale (piano coronale), la flessione muove un segmento in uno spazio anteriore al piano coronale, mentre l’estensione in uno posteriore; la flessione può anche far ritornare un segmento esteso nella posizione anatomica e viceversa: i movimenti avvengono lungo un ipotetico piano longitudinale passante per la sutura sagittale (piano sagittale). Ipotizzando di rapportare la posizione del corpo, nello spazio, ad un sistema di assi cartesiani (x, y, z), dove l’asse x esprime l’asse longitudinale lungo cui si esplica il movimento: il movimento di flesso-estensione può essere descritto come l’oscillazione del corpo (inteso come struttura rigida) rispetto all’asse trasversale baricentrico, inclinandolo, attraverso la flessione, in direzione anteriore, con un movimento che può essere definito pitch anteriore (o picchiata) alternativamente o in antitesi a quello posteriore di estensione, detto pitch posteriore (o cabrata); il movimento di flesso-estensione rappresenta la capacità di modificare l’inclinazione dell’asse longitudinale rispetto al piano del terreno. L’accoppiamento dei due movimenti può esprimere anche diadococinesi, cioè la capacità di compiere rapidamente movimenti successivi e alternati, che possono ricordare il movimento di beccheggio.

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