muscolo grande rotondo

ultimo aggiornamento: 3 Maggio 2020 alle 23:44

descrizione – anatomia topografica

Chiamato, in latino, Teres Maior è localizzato nella parte posteriore della spalla: di forma stretta, allungata e appiattita, è situato immediatamente sotto al muscolo piccolo rotondo con cui contribuisce a delimitare, assieme all’omero, uno spazio che prende il nome di triangolo dei muscoli rotondi.

Assieme al muscolo piccolo rotondo ed al muscolo gran dorsale, il muscolo grande rotondo, con il suo margine inferiore, costituisce il pilastro posteriore dell’ascella, cioè la parete dorsale della cavità ascellare; il suo margine superiore delimita il triangolo dei muscoli rotondi, una spazio diviso dal capo lungo del muscolo tricipite brachiale in una parte laterale (spazio omero-tri­cipitale), dove passano l’arteria circonflessa posteriore dell’omero e il nervo ascellare, e una parte mediale (spazio omo-tricipitale) dove decorre l’arteria circonflessa della scapola.

origine – decorso – inserzione

Origina dalla faccia dorsale dell’angolo inferiore della scapola, sotto al muscolo piccolo rotondo; i suoi fasci muscolari si dirigono obliquamente, in direzione latero-superiore, per formare un tendine che, posizionato dietro a quello del muscolo gran dorsale da cui è separato da una borsa sinoviale ed unendosi a quest’ultimo, va a inferirsi con un’entesi comune a livello del labbro posteriore (cercine mediale) della cresta del tubercolo minore e dal fondo del solco bicipitale (solco intertubercolare) dell’omero, in prossimità del trochine.

La faccia posteriore del muscolo grande rotondo è in rapporto con il muscolo gran dorsale ed il capo lungo del muscolo tricipite brachiale, mentre la sua faccia anteriore entra in contatto con il muscolo sottoscapolare, con il muscolo coracobrachiale, oltre al con il muscolo gran dorsale, che incrocia passandogli al sotto.

azione – funzione – innervazione

La sua azione è di adduttore ed intra-rotatore dell’omero; come estensore, lavora in sinergia con il muscolo gran dorsale, soprattutto quando il braccio è sollevato orizzontalmente, per muoverlo in direzione inferiore e posteriore, pur non essendo in grado di iperestendere l’omero, svolge un’importante azione di retroversione dell’arto.

Stabilizza l’articolazione scapolo-omerale, contribuendo all’equilibrio gleno-omerale, e a mantenere la testa omerale nella cavità glenoidea della scapola cooperando alla creazione della “concavity compression”, per la sua azione sinergica nell’intrarotazione omerale; è parte attiva nella creazione del ritmo scapolo-omerale. La sua lesione può provocare extrarotazione e modica abduzione del braccio dal lato interessato; è coinvolto nella genesi della sindrome della cuffia dei rotatori e della sindrome del nervo ascellare.

È innervato dal nervo sottoscapolare inferiore (C5 – C6- C7), che origina dal plesso brachiale.

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