torcicollo

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ultimo aggiornamento: 30 Maggio 2018 alle 12:28

Definito con la locuzione latina caput obstipum, è composto da torcere, dal latino tŏrquēre (→ avvolgere una cosa intorno a sé stessa una o più volte, con movimento a spirale) e collo (cŏllum): è una condizione pseudo-patologica contraddistinta da una limitata mobilità e motilità del collo, sempre accompagnata da cervicalgia acuta ed intensa. Anche se con molta probabilità l’espressione latina “obtorto collo” suggestiona l’immagine del torcicollo, in realtà significa “malvolentieri, contro voglia” e non è un sinonimo. In genere, può essere definito un atteggiamento vizioso del capo in rotazione laterale, dovuto a contrattura e discinesia dei muscoli del collo (in particolare del muscolo trapezio o del muscolo sternocleido-occipito-mastoideo, anche se possono essere coinvolti altri muscoli) o a lesioni anatomico-funzionali dei complessi mio-fasciali o del rachide cervicale. Lo spasmo muscolare induce una marcata difficoltà a flettere, roteare od allungare il collo, causando dolore acuto, penetrante ed insopportabile ad ogni movimento: spesso il quadro è accompagnato da rigidità nucale, cefalea, cervico-brachialgia. Ad esclusione delle forme congenite, il torcicollo è in genere una manifestazione che può avere eziopatogenesi piuttosto eterogenea: le forme più comuni e meno gravi sono quelle riflesse, che compaiono transitoriamente nelle mialgie di uno o muscoli del collo, in corso di artropatie o come conseguenza di traumi distorsivi o contusivi del rachide cervicale. Altre forme di torcicollo sono funzionali e professionali, paragonabili al crampo dei violinisti, degli scrivani. La Kinesiologia Transazionale® è in grado di intervenire in modo mirato ed efficace, potendo discriminare, fra i vari cofattori eziologici, qual possano essere responsabili del mantenimento delle discinesie o, viceversa, siano il fattore scatenante: la riequilibrazione delle congruità del movimento, ottenibile tramite l’utilizzo del test muscolare, può alleviare il dolore, e migliorare il R.O.M., correggendo la reattività funzionale dei muscoli coinvolti; spesso lo studio dell’apparato stomatognatico, attraverso localizzazioni terapeutiche mirate, offre spunti al professionista del ben-essere per identificare squilibri dell’articolazione temporo-mandibolare che si rivelano essere coinvolti nella genesi del problema. Il torcicollo congenito si presente alla nascita, come conseguenza di deformità congenite o di lesioni conseguenti ad un parto distocico: in genere comporta, con l’accrescimento, lo sviluppo di deformazioni dello scheletro facciale e deviazioni compensatorie della colonna vertebrale. Grazie al Cranio-Sacral Repatterning® è possibile intervenire in modo risolutivo sulla disfunzione muscolare, fin dai primi giorni di vita; anche in seguito l’utilizzo di unwinding fasciale e atlas disengagement, integrati attraverso la visione olistica in un trattamento finalizzato alla riarmonizzazione funzionale, sono strumenti impareggiabile per eliminare la discinesia e migliorare lo stato di benessere. Talvolta può essere di natura psicogena o mentale, potendo essere paragonato ai tic nervosi: spesso dipende da attitudini abituali volontarie del capo, che poi si trasformano in obbligate, involontarie, sotto forma di deviazioni brusche, a scosse, che si ripetono per lunghi intervalli di tempo, associate spesso a simultanea elevazione della spalla. Esiste una forma definita torcicollo spastico (detto anche paralitico) caratterizzato da reazioni spasmodiche o convulsive dei muscoli della nuca e del collo che determinano uno stiramento, da un lato, della testa, che s’inclina verso la parte dove sono i muscoli colpiti: durante le crisi di contrattura, questi appaiono rigidi e l’algia è incostante e di varia entità. I singoli accessi durano alcune decine di secondi in media e si ripetono a intervalli diversi; possono essere così avvicinati fra di loro da risultarne uno stato di distonia neuro-muscolare permanente. In questi casi, le tecniche di allentamento dello stress emotivo e l’utilizzo dei riflessi neuro-vascolari, integrando il lavoro di riequilibrazione e normalizzazione, possono rivelarsi molto efficaci, contribuendo a ridurre l’iperestesia, spesso presente, che si comporta come una spina irritativa, una noxa, in grado di mantenere l’iperreattività neuro-muscolare.

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