articolazione sterno-clavicolare

ultimo aggiornamento: 13 Novembre 2018 alle 20:17

Detta anche articolazione claveo-sternale o articolazione sterno-clavio-costale, è una diartrosi classificabile fra le sellartrosi, che connette l’estremità sternale della clavicola e la Ia costa con il manubrio sternale; può essere considerata come un’articolazione doppia, per la presenza di un disco fibrocartilagineo intra-articolare completo, che la divide in due camere articolari: caratterizzata da struttura a sella, in grado cioè di effettuare movimenti multi-assiali, e dalla presenza di liquido sinoviale: le superfici coinvolte non sono concordanti, in quanto la faccetta articolare clavicolare è una costituita da un’area squadrata, posta nella parte mediale della faccia inferiore  della clavicola che si prolunga inferiormente verso l’estremità sternale presentando una convessità verticale molto accentuata (ma meno orizzontalmente), mentre la faccia articolare del manubrio presenta un’incisura (incisura claveare) che si continua in basso e in fuori sulla faccia superiore della Ia cartilagine costale, con una superficie articolare non perfettamente conforme e non in grado di ospitarla propriamente, rendendo necessaria la presenza di un menisco, per garantire la concordanza tra le due superfici. Il disco fibrocartilagineo si presenta convesso medialmente dove volge verso la faccia sterno-costale e concavo lateralmente, fissandosi con tutto il suo contorno alla capsula fibrosa dell’articolazione e unendosi in basso alla Ia cartilagine costale, garantendo un incremento dell’articolarità, dell’articolabilità e del R.O.M.; l’articolazione viene stabilizzata dalla capsula articolare, rinforzata dal legamento sterno-clavicolare anteriore e dal legamento sterno-clavicolare posteriore, dal legamento interclavicolare, che passa sopra l’incisura giugulare dello sterno e raggiunge l’articolazione controlaterale, e dal legamento costo-clavicolare, teso tra la porzione ossea della costa e la tuberosità costale della clavicola. Il legamento sterno-claveare è un robusto strato fibroso, ispessito in avanti e in alto e costituito da fasci che si estendono dal contorno antero-superiore dell’estremità sternale della clavicola al contorno antero-superiore dell’incisura clavicolare dello sterno, che rafforza la capsula articolare; nella sua parte superiore si possono osservare lunghi fasci che interconnettono le estremità sternali della clavicole controlateralmente, passando al di sopra dell’incisura giugulare dello sterno, formando il legamento interclavicolare, mentre posteriormente la capsula è rinforzata dal legamento sterno-claveare posteriore. Il legamento costo-claveare occupa l’angolo interposto fra la clavicola e la Ia costa: obliquo in alto e in fuori, si tende fra la faccia superiore della Ia cartilagine costale, nel suo punto di unione con la parte ossea, e la tuberosità costale della clavicola. La membrana sinoviale è duplice, con un manicotto per ciascuna metà della cavità; la presenza del menisco, che funge da cerniera fra manubrio sternale e clavicola, permette lo scorrimento di quest’ultima ed il disco stesso, durante l’elevazione e la depressione della scapola, mentre consente la traslazione reciproca fra disco e manubrio nei movimenti nella protrusione (protrazione) e retrazione della stessa. Per la sua conformazione, l’articolazione sterno-claveare permette alla clavicola spostamenti limitati che si esprimono prevalentemente in direzione antero-posteriore e verticale, con ridotta capacità di rotazione: la somma dei vettori crea depressione ed elevazione della clavicola, entrando in gioco in tutti i movimenti della spalla (elevazione, abbassamento, proiezione anteriore e retrusione, circumduzione), creando un’interazione fra il rachide cervico-dorsale ed il cingolo scapolare; la clavicola entra in relazione, grazie all’articolazione acromio-clavicolare con la scapola e si connette, attraverso il manubrio e le coste, con le vertebre. Anche se la clavicola offre entesi a numerosi muscoli, come il muscolo sternocleidomastoideo (postero-superiormente), il muscolo trapezio (postero-superiormente), il muscolo deltoide (antero-superiormente), il muscolo grande pettorale (anteriormente) l’unico che direttamente insiste sull’articolazione è il muscolo succlavio, poiché si inserisce con un tendine corto e spesso alla Ia costa e alla relativa cartilagine costale, a livello della loro giunzione superiormente, al legamento costo-claveare, provocando una rotazione della clavicola rispetto al manubrio sternale, prevenendo la dislocazione dell’articolazione clavio-sternale. Le forze che agiscono su di essa possono modificare i rapporti fra il manubrio ed il corpo sternale, incidendo sull’angolo di Louis, o alterando i rapporti a livello costo-vertebrale, causando fissazioni limbiche. A causa di lesioni da impatto o traumi diretti alla clavicola o applicati alla spalla, può formarsi una dislocazione dell’articolazione sterno-clavicolare, che qualora induca uno spostamento posteriore, può causare lesioni potenzialmente mortali, per la compressione delle strutture presenti nel mediastino superiore; talvolta l’esito delle lesioni può essere una diastasi sterno-claveare o una instabilità clavio-sternale: se la spalla subisce un forte impatto, l’articolazione può spostarsi e lacerare i legamenti, determinando così un dislocamento dell’estremità mediale della clavicola in senso anteriore (sublussazione o lussazione), rendendola di conseguenza più prominente in superficie, talvolta associato a click articolare o scrosci e riduzione della mobilità del braccio dal lato interessato. Può essere anche coinvolta nella sindrome di Tietze; in alcuni casi può verificarsi la presenza della cosiddetta “clavicola galleggiante“, detta anche “dislocazione claveare bipolare“, cioè la diastasi combinata sia dell’articolazione sterno-clavio-costale, sia dell’articolazione acromio-clavicolare, in genere causata da incidenti automobilistici, per effetto del trauma da impatto delle cinture di sicurezza, o per cadute da grandi altezze.

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