menisco

ultimo aggiornamento: 5 Ottobre 2020 alle 16:05

definizione

Formazione fibro-cartilaginea a forma di anello appiattito, talvolta incompleto o a semiluna, interposto tra due capi articolari per favorire l’adattamento reciproco e ridurne l’usura, proteggendoli dagli effetti dei traumi, agendo da shock absorber: spesso il termine viene utilizzato per descrivere anche i dischi articolari, piastre ovalari che dividono l’articolazione in due cavità sinoviali nettamente separate; dal greco μηνίσκος (mēnískos → lunetta), diminutivo di μήνη (mḗnē → luna).

descrizione

I menischi sono presenti in molte articolazioni in cui l’incongruenza delle superfici articolare necessita di una intercapedine che permetta un miglior accoppiamento fra le epifisi ossee: i dischi articolari possono essere biconcavi, come quelli del ginocchio, o avere una superficie incavata ed una convessa, per permettere un incremento della superficie di contatto fra capi articolari disomogenei.

Oltre a favorire l’interfacciamento delle superfici di contatto, svolgono un’azione dispersiva sulle forze che agiscono sulle articolazioni, riducendo le frizioni e attenuando le distorsioni e distrazioni a cui possono essere sottoposte: ripartiscono, cercando di dissolverli, i carichi articolari generati dall’azione muscolare (o del peso corporeo nel caso del ginocchio), permettendo la traslazione del punto di contatto durante il movimento, riducendo gli attriti.

Le principali articolazioni ove è possibile riscontrare la presenza di menischi sono a livello del ginocchio, del polso (fibrocartilagine triangolare: serve per dare stabilità all’articolazione radio-ulnare distale e all’articolazione ulno-carpica), dell’articolazione acromio-clavicolare, dell’articolazione sterno-clavio-costale e dell’articolazione temporo-mandibolare; per quanto i dischi articolari siano presenti in tutte queste articolazioni ed in altre, normalmente, il termine menisco viene impiegato riferendosi a soprattutto a quelli presenti a livello del ginocchio.

I menischi possono subire lesioni da strappo e da torsione, tipicamente associate a traumi o distorsioni, o danni e lacerazioni dovuti all’usura.

menischi del ginocchio

In questa condilartrosi sono presenti due menischi di forma differente: il menisco interno, di forma semilunare, situato fra il condilo mediale femorale ed il condilo mediale tibiale, ed il menisco laterale che si inserisce anteriormente e posteriormente, grazie alla sua forma ovalare, all’eminenza intercondiloidea tibiale formando un anello: esiste una formula mnemonica, per ricordare la forma e la posizione dei menischi basata sull’acronimo I.C.O.E., cioè (menisco) interno a C (menisco) esterno ad O.

I dischi articolari del ginocchio sono costituiti da tessuto connettivo, contenente cellule cartilaginee e fibre di collagene, hanno una forma appiattita e sono fusi lateralmente con la membrana sinoviale; il menisco laterale e il menisco mediale, che sono uniti tra loro dal legamento trasverso del ginocchio, posto anteriormente ad essi: entrambi prendono inserzione sull’eminenza intercondiloidea della tibia. I menischi servono a proteggere le estremità delle ossa dallo sfregamento e ad assorbire gli urti e possono venire danneggiati o strappati quando il ginocchio è sottoposto a una rotazione o piegamento forzato.

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