chemocettore

ultimo aggiornamento: 7 Luglio 2018 alle 15:30

Chiamato talvolta chemiorecettore o chemorecettore è un termine composto da chemio-, derivato dalla radice greca Χημία (khēmia → scienza della trasmutazione) attraverso il latino alkimia, associato a (re)cettore, da receptor (→ ricettatore, accoglitore), che deriva a sua volta da recipere, cioè re- (prefisso che ha valore iterativo) e capere (→ essere contenuto, accolto): letteralmente recettore dotato della capacità di percepire le modificazioni della composizione chimica del melieu interiour o dell’ecosistema e di informarne il sistema nervoso centrale. I chemocettori possono essere strutture anatomiche specializzate, costituite da cellule o da terminazioni nervose, in grado di discriminare selettivamente le variazioni, sensibili a stimoli specifici: recettori sensibili alle variazioni della concentrazione di ossigeno, di anidride carbonica, dell’acidità del sangue (acidemia); sono chemocettori le cellule della mucosa olfattiva, da cui dipende l’olfatto o i bottoni gustativi, situati nella mucosa della lingua, che permettono il gusto. I glomi carotidei, situati bilateralmente a livello della biforcazione delle carotidi comuni, i corpi aortici, che si trovano nella parete anteriore e posteriore dell’arco aortico o nel ramo principale dell’arteria polmonare sinistra, sono nidi di cellule nervose sensitive altamente vascolarizzate, sensibili alle variazioni soprattutto della concentrazione di ossigeno (PaO2), ma anche di quella dell’anidride carbonica (PaCO2) e degli ioni idrogeno nel sangue[H+]; le informazioni provenienti da questi chemocettori periferici, giungendo al sistema nervoso centrale tramite il nervo glossofaringeo (glomi carotidei) e il nervo vago (corpi aortici), sono integrate con quelle che sono originate dai chemocettori centrali, localizzati sulla superficie ventrolaterale del bulbo, sensibili al pH del liquido extracellulare, che è in contatto con il liquido cefalo-rachidiano: modifiche della concentrazione idrogenionica [H+] nel liquor, direttamente condizionate dalla PaCO2 presente nelle arterie cerebrali e dalla concentrazione di bicarbonato [HCO3] nel liquido cefalorachidiano stesso, inducono risposte ventilatorie finalizzate al mantenimento di un corretto equilibrio acido-base del sangue.

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