protrazione

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ultimo aggiornamento: 5 Luglio 2018 alle 11:51

Dal latino protrahĕre (→ trarre, condurre innanzi), composto di pro- (→ davanti) e trahĕre (→ trarre): indica lo spostamento in avanti, potendo essere considerato un sinonimo di protrusione; il movimento opposto è definito retrazione. Il termine può essere anche utilizzato per descrivere ilo spostamento delle scapole quando si allontanano reciprocamente, potendo essere definito, anche, come abduzione: la mancanza di forza nella parte posteriore del cingolo scapolare può essere cause di protrazione, spesso in associazione all’intrarotazione dell’omero, e dell’arrotondamento della parte alta della schiena, con l’eventuale insorgenza di cifosi o anchilosi. Nel movimento di protrazione della spalla, si utilizzano:

Anche nei movimenti di rotazione craniale della scapola, gli angoli acuti della scapola vengono tirati in avanti con un movimento di protrazione. In questo caso i muscoli coinvolti sono:

  • muscolo gran dentato anteriore: grazie all’azione dei fasci superiore, la scapola viene portata in avanti; 
  • muscolo trapezio superiore: l’entesi sull’acromion dei fasci superiori causa una rotazione craniale con proiezione anteriore del bordo laterale della scapola.
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