cenestesi

ultimo aggiornamento: 28 Marzo 2017 alle 0:08

Dal greco κοινός (koinós →comune) e αἴσϑησις (aísthisissensazione, sensibilità, percezione). Il concetto oscilla tra due estremi antitetici: da un lato può essere definita come sensazione generale, priva di specificità sensoriale, assumendo caratteristiche definibili ed assolutamente soggettive; dall’altro, invece, può essere considerata come il più generale “sensus sui”, cioè la stessa unità della coscienza, condizionando ogni singola percezione. Può essere definita come una sensazione indeterminata, connessa con le condizioni generali, fisiche e psichiche della persona, risultante da impressioni relative ai visceri interni e alla loro attività vegetativa, e avvertita dalla coscienza solo quando la sua tonalità viene turbata. Rappresenta la somma delle percezioni propriocettive e interocettive (con esclusione di quelle che vengono dagli organi sensoriali propriamente detti) e genera una sensazione generale che sta alla base della cosiddetta «immagine del corpo» o «schema corporeo» e, per suo tramite, della «coscienza di sé» e delle funzioni dell’Io. 

La cenestesi, per le sue polarità fondamentali di benessere e di malessere, spesso è la sorgente primordiale del tono affettivo, cioè dell’umore e costituisce quindi un fattore psicodinamico della massima importanza: determina un senso di benessere o di energia (variazione positiva) oppure, all’opposto, di malessere, di affaticamento, di malattia (variazione negativa). Le turbe della cenestesi fanno riferimento ad una sensazione di malessere generale, difficilmente descrivibile, che accompagna il decorso di molte malattie o stati disfunzionali: i disturbi della cenestesi si manifestano sia come uno stato di sofferenza continua riferita sia ad singolo un organo isolato, sia in forma diffusa a tutto l’organismo, potendo influenzare i comportamento sociali e la qualità di vita individuale. Possono essere determinate da alterazioni della percezione o dell’interpretazione dei segnali provenienti dalle terminazioni nervose dislocate nella compagine dei vari organi somatici e viscerali o da nuclei situati a vari livelli del sistema nervoso centrale. Si definisce cenestopatia una sensazione di sofferenza erroneamente riferita dal soggetto a una funzione o a un organo somatico: si manifestano in varie condizioni di malessere psichico, in particolare negli stati ansioso-depressivi e sono frequentemente descritte come sensazioni dolorose in un qualsiasi distretto somatico o sofferenze viscerali atipiche e spesso mal definibili, potendo giungere fino a manifestazioni di tipo allucinatorio.

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