egodistonia

« Indice del Glossario

ultimo aggiornamento: 28 Maggio 2018 alle 16:49

Dal greco εγώ (egò →”io”) e δυστονία, dal greco δυσ- (dys– → alterazione, funzionamento anomalo, difficile…) e –τονία, derivato da τόνος (tónos → tensione): concettualmente l’egodistonia mira a descrivere le difficoltà a far coesistere le disarmonie fra l’”IO” (o una sua parte) ed i comportamenti impulsivi e istintivi o l’estrinsecazione di idee che non sono realmente in sintonia coi propri bisogni: la coscienza di sé prevede che i valori e gli ideali personali siano in armonia con la condotta che si assume nella vita. L’identità (cioè la concezione che abbiamo di noi stessi) implica la coerenza (costanza nel pensiero e nelle azioni, che comporta la conformità con chi siamo veramente): in assenza della seconda, la prima subirebbe gravi distonie, cioè andrebbe incontro ad una contrapposizione fra la nostra essenza concettuale più profonda e la nostra realtà sociale; quando esiste una “compatibilità” fra questi aspetti, parliamo, viceversa, di egosintonia. Il confine fra le due facce della stessa medaglia, egosintonia/egodistonia, è l’uniformità e la consecutio fra la weltanschauung personale ed il modus vivendi: indipendentemente dal fatto che pensieri o azioni possono essere considerati socialmente “devianti” o “anormali” o funzionali al benessere secondo il punto di vista dagli “altri”, l’individuo egosintonico vive in armonia con ciò che sente e pensa. La negazione attitudinale del proprio modo di essere può essere definita un comportamento egodistonico poiché deriva dalla mancata sintonia con le proprie convinzioni o caratteristiche: spesso, queste non sono accettate dalle tribù di appartenenza o dai contesti di riferimento (famiglia, amici, dottore …) che non li ritengono “giusti“, “sani“, “adatti“; la distonia nasce, pertanto, dal non vivere armonicamente i propri pensieri, le proprie convinzioni e le proprie idee o le proprie caratteristiche individuali, attuando comportamenti che non sono coerenti col proprio modo di essere. Lo squilibrio non dipende del fatto che comportamenti/pensieri divengano fattori biocidici od abbiano un effetto biogenico, ma semplicemente dal fatto di essere in contrasto tra loro, creando un disturbo della personalità. Lo stressor è l’incongruenza; spesso questo disagio non viene percepito come problematico da chi ne è affetto, ma sono gli altri individui che segnalano un disagio nella relazione con il soggetto; il soggetto egodistonico, ritiene che il proprio modo di comportarsi sia corretto, mentre percepisce gli altri come “incoerenti“, “diversi e poco comprensibili“. La creazione di un modello di condotta o di un “sistema di credenza” è la risposta adattativa ai vissuti personali, divenendo uno “strumento di sopravvivenza“.

« Indice del Glossario