radici dei nervi spinali

ultimo aggiornamento: 3 Settembre 2020 alle 13:17

definizione

Il termine radice viene utilizzato comunemente per descrivere l’origine di una struttura sia che si parli del tratto iniziale di una struttura, sia che ci si riferisca al peduncolo di impianto o all’elemento morfologico che dà fissità a un organo, sia che corrisponda alla porzione d’impianto di un organo in continuo accrescimento.

Quando si parla della radice di un nervo, ci riferisce alla sua origine morfologica, volendo evidenziare soprattutto la sua emergenza: parlando dei nervi spinali, per radice si intende il tratto di tronco nervoso, in diretto rapporto con il midollo spinale, che emerge dallo speco vertebrale: costituiti da fibre nervose penetrano nel sistema nervoso centrale, fibre sensitive afferenti, costituenti le radici posteriori, o ne emergono, fibre motrici efferenti, che formano delle radici anteriori; sono costituite, per ciascun antimero del midollo spinale, da una radice anteriore (o motrice) e da una radice posteriore (o sensitiva).

Da questo consegue che i nervi spinali sono nervi misti; i nervi encefalici hanno radici assimilabili anche se fuoriescono dallo splancnocranio o dalla base cranica e possono essere nervi misti o essere esclusivamente motori o sensitivi.

descrizione – classificazione

Le radici spinali emergono appaiate (radice anteriore e radice posteriore) da ciascun metamero; in prossimità del midollo hanno struttura filamentosa, mentre acquistano l’aspetto di cordone in vicinanza della teca vertebrale: all’interno del canale vertebrale, la radice anteriore e quella posteriore sono separate, ma nel loro decorso verso l’esterno del sistema nervoso centrale, convergo a formare un unico nervo .

Le radici anteriori emergono dal solco laterale anteriore, mentre le radici posteriori penetrano in corrispondenza del solco laterale posteriore: nel decorso della radice posteriore si trova un rigonfiamento, il ganglio spinale, che contiene il corpo cellulare da cui originano le fibre che formano la radice stessa.

Il ganglio spinale è formato da neuroni sensitivi (protoneuroni) detti comunemente neuroni a T perché il loro neurite divenuto una fibra mielinica si divide a T dando luogo ad una fibra periferica afferente, che raccoglie informazioni dal recettore ad una centrale, centripeta, che le porta al sistema nervoso centrale: la prima, uscita del ganglio spinale. prosegue nel nervo spinale e va a distribuirsi in un territorio periferico del corpo; la seconda si porta al midollo spinale. La radice posteriore, lateralmente al ganglio spinale, si riunisce con la radice anteriore per dare origine, in corrispondenza del foro intervertebrale, al nervo spinale, un breve tronco nervoso che si divide subito dopo l’emergenza dal foro intervertebrale stesso.

La pia madre le riveste lungo tutto il decorso.

numerazione delle radici spinale

Le radici spinali sono in tutto 31 paia; di queste, 8 nascono dal settore cervicale del midollo spinale (nervi spinali cervicali), 12 nascono dal settore toracico del midollo spinale (nervi spinali toracici), 5 nascono dal settore lombare del midollo spinale (nervi spinali lombari), 5 nascono dal settore sacrale del midollo spinale (nervi spinali sacrali) e una nasce dal settore coccigeo del midollo spinale (nervi spinali coccigei). Convenzionalmente le radici si contano riferendosi alla vertebra soprastante (il nervo spinale T6 o quello L1 originano rispettivamente dalla VI vertebra dorsale e dalle I vertebra lombare) mentre quelle cervicali sono numerate in riferimento a quelle sottostanti; questo comporta che rimanga un nervo in “eccesso” denominato C8, che si diparte da sotto la VII vertebra cervicale o sopra la I vertebra dorsale.

Mentre i nervi spinali più alti decorrono pressoché orizzontalmente per portarsi al loro foro di uscita dal canale vertebrale, tutti gli altri si inclinano verso il basso con obliquità tanto maggiore quanto più si discende dai segmenti rostrali verso quelli caudali del midollo: questo fenomeno è dovuto al minore sviluppo che il midollo spinale presenta, prima e dopo la nascita, rispetto ai suoi involucri osteofibrosi; come  conseguenza, ciascun metamero (o neuromero) del midollo spinale non corrisponde all’omologo corpo vertebrale, visto il decorso obliquo delle radice, ad eccezione delle prime tre cervicali: tale inclinazione in direzione inferiore è massima per le ultime radici, che formano la cauda equina.

patologie delle radici

La radicolopatia è un processo patologico a carico di una radice spinale, solitamente per cause infiammatore, infettive, allergiche, compressive, traumatiche o vascolari; la radicolite è l’interessamento infiammatorio a carico di una o più (poliradicolite) radici spinali, mentre  la radicoloneurite è il processo infiammatorio che colpisce la radice spinale ed i nervi che ne originano; quando sussiste una compartecipazione del rivestimento meningeo, viene di preferenza usato il termine di meningoradicolite .

I sintomi sensitivi (algia periferica, parestesie) sono generalmente più precoci e invalidanti, mentre quelli motori, neurovegetativi e trofici sono più tardivi: anestesia e paralisi radicolare rappresentano i deficit estremi, rispettivamente di senso e di moto, dovuti alla lesione di una radice spinale.

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