finestra rotonda

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ultimo aggiornamento: 27 Agosto 2020 alle 14:01

definizione – descrizione

Detta anche «fenestra cochleae» (finestra cocleare), la «fenestra rotunda» è una piccola apertura della parete mediale della cassa del timpano, che mette in comunicazione l’orecchio medio con il vestibolo dell’orecchio interno, in corrispondenza dell’estremità inferiore della «scala tympani» (scala timpanica) della chiocciola; di forma rotondeggiante, con un diametro di 1,5÷2 mm, è situata nella parte posteriore e inferiore della parete mediale della cassa timpanica, sotto e dietro una sporgenza ossea detta promontorio, in fondo a una depressione imbutiforme, detta fossetta della finestra rotonda, chiusa dalla membrana timpanica secondaria («membrana tympani secundaria» o «membrana fenestrae cochleae»), che assume una forma a sella, con la porzione centrale è concava (curva verso l’interno) verso la cavità timpanica e convessa (curva verso l’esterno) verso la coclea.

In alcuni testi di anatomia, la finestra ovale e la finestra rotonda rientrano tra gli elementi che costituiscono l’orecchio interno, mentre in altre vengono considerate parti dell’orecchio medio: in realtà le due aperture sono il punto di contatto, passaggio fra i due compartimenti dell’orecchio.

fisiopatologia

La finestra rotonda è chiusa da una sottile membrana di tessuto connettivo (membrana timpanica secondaria), rivestito da mucosa verso la cassa del timpano e da endotelio verso l’orecchio interno: l’elasticità della membrana è fondamentale per consentire la vibrazione dei liquidi dell’orecchio interno, perilinfa ed endolinfa, in conseguenza degli impulsi delle onde sonore trasmessi dalla catena degli ossicini attraverso la finestra ovale: un irrigidimento secondario del timpano pertanto può condurre ad una sordità di trasmissione.

La staffa interagisce direttamente soltanto con la finestra ovale: quando la piastra base della staffa si sposta, la membrana che ricopre la finestra rotonda vibra comunque al movimento della staffa perché la finestra ovale trasmette le vibrazioni che la investono alla finestra rotonda sottostante; la membrana timpanica secondaria vibra in fase opposta rispetto alle vibrazioni che penetrano l’orecchio interno attraverso la finestra ovale, permettendo al fluido nella coclea di muoversi, il che a sua volta assicura che le cellule ciliate della membrana basilare siano stimolate e che lo stimolo sonoro venga percepito, permettendo che si verifichi l’udito.

L’osso della staffa trasmette il movimento alla finestra ovale:  se la finestra rotonda fosse assente o fissata rigidamente (come può accadere in alcune anomalie congenite), la pedana della staffa spingerebbe un fluido incomprimibile contro le pareti inflessibili della coclea, per cui non ci sarebbe trasmissione sonora, portando a una perdita dell’udito di circa 60 dB; lo stesso si verifica in tutte le condizioni cui la staffa stessa è fissata, come avviene in caso di otosclerosi.

Qualunque agente causale che possa ridurre la trasmissione dell’impulso sonoro attraverso la catena ossiculare, riducendo la vibrazione della staffa sulla membrana della finestra ovale, può ridurre la percezione sonora: lo spasmo del muscolo stapedio, talvolta, è un elemento da prendere in considerazione in quanto, come effetto di una risposta adattativa ai rumori eccessivi, il muscolo potrebbe andare incontro a discinesia secondaria, rimanendo in uno stato contratto anche al cessare dello stimolo sonoro.

La tecnica di riequilibrazione del muscolo stapedio, utilizzata in Kinesiologia Transazionale® permette una rapida correzione di questo squilibrio, ottenendo risultati sorprendenti anche sulla capacità uditiva dipendente da questa distonia: ovviamente non sortisce alcun effetto quando le cause sono differenti anche se il professionista in questa disciplina è in grado, attraverso una valutazione multidimensionale, di intervenire sulla poliedricità causale alla base delle manifestazioni dis-funzionali dell’udito, come ipoacusia, acufeni e tinnitus, o paracusie, tanto per citare alcuni disturbi che non sempre dipendono da cause organiche o degenerative. Oltre alle otiti, ovviamente, le alterazioni del microambiente della cassa timpanica, le disfunzioni delle tube di Eustachio, la presenza di una sindrome oto-mandibolare sono tutti elementi eziopatologici da valutare per permettere il miglior funzionamento possibile di questa struttura.

Grazie al supporto del Cranio-Sacral Repatterning®, il professionista del ben-essere ha la possibilità di integrare il lavoro kinesiologico, riequilibrando la catena cinematica craniale e, attraverso la normalizzazione del sistema cranio sacrale, eliminando blocchi e faults che possono limitare la piene espressione del respiro primario l’intero sistema di trasmissione del segnale acustico può ottenere significativi miglioramenti, con positive ripercussioni su tutti quei segni di dis-confort e dis-stress che solitamente sono una conseguenza del disequilibrio dell’orecchio.

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