articolazione gleno-omerale

ultimo aggiornamento: 2 Maggio 2020 alle 23:47

definizione

Rappresenta l’articolazione della spalla che viene a crearsi tra la cavità glenoidea della scapola e la testa dell’omero, un’enartrosi che unisce la cintura pettorale con la porzione libera dell’arto superiore.

La cavità glenoidea, rivestita di cartilagine, è ovalare, poco profonda e meno estesa della testa omerale; sul suo contorno, per incrementarne la profondità, è inserito un cercine fibrocartilagineo, il labbro glenoideo, che amplia così la cavità articolare: il labbro glenoideo presenta una faccia interna e una faccia esterna. La faccia interna continua nella cavità glenoidea e fa parte della superficie articolare, mentre la faccia esterna dà attacco alla capsula fibrosa ed ai legamenti di rinforzo dell’articolazione; il labbro glenoideo scavalca l’incisura glenoidea trasformandola in un foro.

L’articolazione scapolo-omerale consente all’omero un’ampia libertà di movimenti di flessione, estensione, abduzione, adduzione, rotazione e circumduzione; la flessione e l’estensione sono piuttosto limitate e vengono rese più ampi dallo spostamento dell’intera cintura toracica; nell’abduzione, la testa omerale scorre al di sotto della volta coraco-acromiale e si applica sul contorno inferiore della capsula, sporgendo nel cavo ascellare.

struttura

I mezzi di unione sono dati dalla capsula articolare rinforzata da fasci fibrosi e da un legamento a distanza, il legamento coraco-omerale.

⇒ la capsula articolare è un manicotto conoide il cui apice tronco si fissa al contorno della cavità glenoidea e alla faccia esterna del labbro glenoideo; in alto essa si estende fino al processo coracoideo e in basso si fonde con il tendine del capo lungo del muscolo tricipite brachiale, mentre la base prende attacco sul collo anatomico dell’omero e, in avanti, raggiunge il collo chirurgico dell’omero. A livello del solco bicipitale, la capsula passa a ponte dalla piccola alla grande tuberosità e si prolunga in basso, tra le due creste che fanno seguito alle tuberosità, chiudendo così un canale osteofibroso dove passa il tendine del capo lungo del muscolo bicipite che fuoriesce dall’articolazione. Il segmento antero-inferiore della capsula fibrosa è rinforzato dai legamenti gleno-omerali che si distinguono in superiore, medio e inferiore:
→ il legamento gleno-omerale superiore che connette la parte alta del labbro glenoideo alla piccola tuberosità dell’omero;
→ il legamento gleno-omerale medio che origina dal labbro glenoideo, al davanti del precedente, e si porta in basso e in fuori per fissarsi alla piccola tuberosità dove si fonde con il tendine del muscolo sottoscapolare; tra i legamenti gleno-omerali superiore e medio si delimita uno spazio triangolare con la base rivolta verso la piccola tuberosità (forame ovale), dove la capsula fibrosa è debole o manca e la membrana sinoviale invia un prolungamento verso il muscolo sottoscapolare;
→ il legamento gleno-omerale inferiore, più lungo e robusto degli altri, si tende tra il contorno antero-inferiore del labbro glenoideo e il collo chirurgico dell’omero, dove si fissa tra l’inserzione del muscolo sottoscapolare e del muscolo piccolo rotondo.

⇒ il legamento coraco-omerale si presenta come una spessa lamina fibrosa e si estende dalla base e dal margine laterale del processo coracoideo sino alla grande tuberosità dell’omero dove si fonde con la capsula fibrosa.

La membrana sinoviale tappezza la faccia interna della capsula fibrosa e il periostio del capo omerale, laddove la capsula fibrosa stessa si distanzia dal contorno della superficie articolare, formando due diverticoli che rappresentano prolungamenti sinoviali:

⇒ il diverticolo sottoscapolare che s’impegna nel forame ovale, tra i legamenti gleno-omerali superiore e medio;

⇒ il diverticolo bicipitale che accompagna il tendine del capo lungo del bicipite nel solco bicipitale; attraverso questo solco il tendine penetra nella cavità articolare, circonda ad arco la testa dell’omero applicandovisi e raggiunge il polo superiore della cavità glenoidea fino al labbro glenoideo e alla tuberosità sovra glenoidea dove ha la sua origine; la membrana sinoviale riveste il tendine in tutto il suo tragitto intraarticolare.

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