adduzione

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ultimo aggiornamento: 12 Marzo 2020 alle 19:32

Dal latino adductio, derivato da adducĕre (→ addurre); composto da ad– (→ a, verso) e ducĕre (→ condurre, portare): movimento che avvicina un arto o una parte mobile del corpo a un piano, a un asse o a un punto di riferimento; nel caso di un arto si fa riferimento al piano sagittale, per le dita all’asse dell’arto, per l’occhio allo spostamento della cornea rispetto a un centro di rotazione situato sull’asse antero-posteriore del globo oculare, circa 2 mm dietro il suo punto di mezzo. Il muscolo che ha per azione principale il movimento di adduzione, cioè di avvicinamento all’asse sagittale, è detto adduttore, mentre i muscoli antagonisti al primo motore sono detti abduttori. Esempi sono i muscoli adduttori della coscia (lungo, breve e grande), disposti a ventaglio dal ramo ischio-pubico del bacino alla linea aspra del femore; muscolo adduttore del pollice, muscolo profondo dell’eminenza tenar della mano; muscolo adduttore dell’alluce, muscolo profondo della regione plantare del piede.

I principali adduttori del braccio, dell’omero o della spalla, nomi che indicano una rotazione esterna dell’arto superiore, sono:

I principali abduttori della coscia, del femore o dell’anca, nomi che indicano una rotazione esterna dell’arto superiore, sono:

  • muscolo adduttore magno;
  • muscolo adduttore lungo;
  • muscolo adduttore breve;
  • muscolo pettineo;
  • i fasci inferiori del muscolo grande gluteo;
  • muscolo semimembranoso;
  • muscolo semitendinoso:
  • il capo lungo del muscolo bicipite femorale;
  • muscolo ileo-psoas:
  • muscolo gracile.
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