abduzione

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Dal latino abductio, derivato da abducĕre (→ allontanare), composto da ab- (→ da, verso) e ducĕre (→ condurre, portare): movimento che  allontana un arto o una parte mobile del corpo da un piano, da un asse o da un punto di riferimento; nel caso di un arto si fa riferimento al piano sagittale, per le dita all’asse dell’arto, per l’occhio allo spostamento della cornea rispetto a un centro di rotazione situato sull’asse antero-posteriore del globo oculare, circa 2 mm dietro il suo punto di mezzo. Il muscolo che ha per azione principale il movimento di abduzione, cioè di allontanamento dall’asse sagittale, è detto abduttore, mentre i muscoli antagonisti al primo motore sono detti adduttori. Si dicono abduttori i muscoli che hanno per azione principale il movimento di allontanamento dall’asse corporeo: muscolo abduttore lungo del pollice, muscolo profondo della regione posteriore dell’avambraccio; muscolo abduttore del mignolo, muscolo dell’eminenza ipotenar della mano; muscolo abduttore dell’alluce, muscolo del margine interno del piede. Il muscolo abduttore breve del pollice, muscolo dell’eminenza tenar della mano, è in realtà un adduttore. Sono muscoli abduttori il muscolo deltoide medio, coadiuvato nella sua azione dal muscolo trapezio medio; il muscolo gluteo medio.
I principali abduttori del braccio, dell’omero o della spalla, nomi che indicano una rotazione esterna dell’arto superiore, sono:

I principali abduttori della coscia, del femore o dell’anca, nomi che indicano una rotazione esterna dell’arto superiore, sono:

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