ponzamento

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ultimo aggiornamento: 12 Gennaio 2019 alle 0:38

L’atto del ponzare, dal latino punctiare, esprime sia il concetto di “far forza puntando i piedi” (punctum inteso come “punto fermo, punto d’appoggio”), sia il “pungere”, nel senso di fare forza, spingere verso un dato punto: descrive l’atto di esercitare uno sforzo muscolare, di impegnarsi contraendo i muscoli, in particolare riferendosi all’atto dello spremere l’addome, come avviene nell’andare di corpo, ovvero nell’atto della defecazione.

La deiezione delle feci avviene grazie alla la contrazione della muscolatura del retto e della muscolatura del pavimento pelvico, coadiuvati dall’azione del torchio addominale; quest’ultimo è costituito dall’azione combinata fra i muscoli adduttori ed i muscoli glutei, che agiscono come muscoli agonisti ed i muscoli antagonisti, cioè il muscolo diaframma respiratorio ed i muscoli addominali: dalla combinazione delle loro contrazioni si crea, nella parte finale dell’intestino, una sorta di camera di pressione (da cui, torchio addominale) che fa affacciare la massa fecale fuori dall’ano, al quale è trattenuto solidale dagli attriti, sinché la forza di gravità non lo distacchi per il completamento dell’escrezione degli escrementi.

Il ponzamento è in grado di modificare sia la respirazione sia la pressione sanguigna, che vengono alterate durante la spinta estrusiva: la respirazione risente del coinvolgimento del muscolo diaframma respiratorio, con la possibile insorgenza di dispneaapnea momentanea; la pressione può incrementarsi repentinamente, risentendo dei flussi sanguigni richiamati dalle zone muscolari attivate o per la compressione dell’area suboccipitale, conseguente alla contrazione della muscolatura del collo, durante lo sforzo defecatorio.

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