sincondrosi sfeno-basilare

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ultimo aggiornamento: 3 Giugno 2018 alle 13:34

Citata con l’acronimo S.B.S. (SBS), dall’inglese spheno-basilar synchondrosis,o S.S.B. (SSB) in italiano, è la sincondrosi interposta fra l’occipite e lo sfenoide, e per questo detta anche sincondrosi sfeno-occipitale, cioè l’articolazione posta tra la faccia posteriore del corpo dell’osso sfenoidale (detto corpo dello sfenoide), di forma quadrilatera, e la porzione basilare dell’osso occipitale. La regione posteriore del corpo dello sfenoide (il dorso della sella turcica), scende caudalmente verso il clivus, fino ad incontrarsi con l’aspetto anteriore della porzione basilare dell’occipite, dove la struttura cartilaginea viene rafforzata dalla presenza di legamenti costituiti da tessuto connettivale. Le fibre periostali della porzione posteriore della base craniale, la dura madre ed il tessuto avventiziale dei plessi artero-venosi contribuiscono a rafforzare la stabilità articolare: nella zona immediatamente posteriore all’articolazione sfeno-basilare, queste strutture si ispessiscono, formando un solido punto di ancoraggio delle membrane durali discendenti all’interno dello speco vertebrale, intorno al forame magno. Una moltitudine di forze tende a deformare la sincondrosi sfeno-basilare e la base del cranioCaratteristica importante di quest’articolazione è la presenza di una lamina cartilaginea fra i capi articolari, tipica delle sincondrosi; alcuni autori ritengono, erroneamente, che questa articolazione sia una sinfisi, ma è da escludere questa classificazione in quanto l’articolazione e ossifica tardivamente, in senso cranio-caudale, attraverso un processo di sinostosizzazione, in genere fra il diciottesimo e il venticinquesimo anno di età. Nonostante questo fenomeno, la sinostosi tende a mantenere un certo grado di elasticità, che si riduce con la sensescenza. Il grado di flessione o di estensione della sincondrosi sfeno-basilare assume un ruolo importante nel determinare l’altezza basionbregma, cioè l’altezza del cranio, determinando modificazioni di forma della base del cranio: se si considera che il cranio è appoggiato fra i due condili (che fra loro comprendono la zona del basion) e che i movimenti di rocking articolare determinano il grado di appiattimento o addirittura di concavità della base del cranio (quando si esamini il cranio dal basso), risulta evidente la correlazione. Il Cranio-Sacral Repatterning® attribuisce alla sincondrosi sfeno-basilare un ruolo di cerniera nella dinamica craniale e dell’intero sistema cranio-sacrale, considerandolo il fulcro intorno a cui si esprime l’alternanza fra espansioni e retrazioni del cranio che, creando una flessione-estensione ritmica, danno origine a quello che William Sutherland definì il “meccanismo respiratorio primario“. Le alterazioni delle relazioni spaziali fra il corpo dello sfenoide e la porzione basilare dell’occipite, ovvero la modificazione tridimensionale del fulcro articolare, è, frequentemente, l’effetto di forze ad azione distorsiva presenti nel sistema, quali le tensioni endocraniche derivanti soprattutto dell’area sub-occipitale e dalla giunzione lombo-sacrale, o da traumi esogeni: queste torsioni, che possono interessare uno qualunque degli assi articolari (flesso-estensione, latero-flessione o rotazione assile), vengono schematizzate, a scopo diagnostico e di trattamento, nelle cosiddette “Sutherland spheno-basilar lesion patterns” (schemi di lesione sfeno-basilare): generalmente, vengono definite “strain” (sforzo, stress, tensione), indicando la presenza di asimmetrie che possono condizione, direttamente o indirettamente, la forma del cranio ed i rapporti interossei a livello delle suture, il sistema meningeo ed il movimento delle ossa craniche. Talvolta si manifesta una disfunzione compressiva dell’articolazione sfeno-basilare, dovuta all’inertizzazione delle forze causate da colpi al viso o all’occipite,”organizzate” dalle componenti connettivali dell’articolazione stessa, che può incidere sull’espressione del ritmo cranio-sacrale; parimenti, le alterazioni/distorsioni dei rapporti articolari possono creare uno “spheno-basilar assit“.

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