sinostosi

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ultimo aggiornamento: 7 Maggio 2019 alle 16:39

Dal greco συνοστέωσις (synostéosis), composto da σύν (syn → con, insieme) e ὀστέον (ostéon → osso), col suffisso -ωσις (osi): articolazione tra due ossa, o tra due parti di uno stesso osso, che si saldano completamente fra loro.

Il processo di connessione fra i segmenti ossei può essere l’effetto dell’evoluzione fisiologica, come nella progressiva deposizione di tessuto osseo nelle aree di ossificazione, durante le fasi dello sviluppo, oppure può dipendere da fenomeni di senescenza, come avviene nei processi di trasformazione ed ossificazione delle membrane articolari o come conseguenza della deposizione di sali di calcio endocondrale; può essere una manifestazione patologica, con proliferazione reattiva di tessuto osseo come processo riparatorio della distruzione della cartilagine, come avviene nei processi infiammatori articolari, con conseguente genesi di anchilosi rigide.

Per sinostosi, si intende anche quella deformità congenita del rachide, detta sindrome di Klippel-Feil, data dalla fusione di due o più vertebre, talvolta riscontrata al tratto cervicale, che può comportare un’inclinazione coatta del capo e un accorciamento anomalo del collo; oppure nella spondilite anchilosante, dove la sinostosizzazione, frequentemente, colpisce le articolazioni sacro-iliache.

Talvolta, la sinostosi del cranio comporta una chiusura prematura delle suture craniche: nel caso in cui si verifichi la saldatura precoce della sutura sagittale, il cranio diventa allungato e stretto e assume una forma a cuneo (scafocefalia), mentre l’ossificazione della sutura coronale da origine ad un cranio stretto e alto, a forma di torre (oxicefalia o acrocefalia); quando invece la sutura coronale o al sutura lambdoidea si chiudono prematuramente soltanto da una parte, il cranio è torto e asimmetrico (plagiocefalia). Quest’ultima è contraddistinta da una maggiore o minore asimmetria delle due metà del cranio, constatabile soprattutto nella norma verticale, ma anche nelle altre norme: la forma più frequente è la plagiocefalia incrociata, per la quale una metà del frontale è sita a un livello più arretrato dell’altra metà, mentre si verifica il fatto opposto per l’occipite.

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