dura madre

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ultimo aggiornamento: 20 Febbraio 2017 alle 21:57

L’origine del nome risale al X secolo d.C., quando il medico persiano Ali ibn Abbas al-Majusi utilizzò il termine arabo al umm per definire le meningi, che significa, letteralmente “madre”, ma era usato per denominare qualsiasi materiale avvolgente: la dura membrana esterna fu chiamata al umm al djafiya, e quella delicata interna al umm al rigiga. Quando gli scritti di Abbas furono tradotti in latino nel XI secolo d.C., il traduttore, che probabilmente non aveva familiarità con l’anatomia delle meningi, tradusse letteralmente il termine al umm, e si riferì alle membrane con “dura madre” e “pia madre” (“pio” nel senso di “delicata”). La prima fra esse, come abbiamo detto, è la più superficiale e spessa delle tre meningi: essendo costituita da una membrana fibrosa molto resistente che avvolge e protegge l’asse cerebro-spinale viene definita pachimeninge; si distingue in una parte spinale (dal grande foro occipitale alla seconda o terza vertebra sacrale), e una parte cranica, in doppio strato, che tappezza la cavità cranica, cui aderisce fortemente (fatta eccezione per la regione temporo-parietale, compresa tra la piccola ala dello sfenoide, il seno sagittale superiore e la protuberanza occipitale interna, zona scollabile di Marchant). Ha importanti prolungamenti: il Tentorio del Cervelletto, posto fra quest’ultimo e il cervello; la Grande Falce Cerebrale, posta fra i due emisferi; la Piccola Falce  Cerebellare, sita tra i due emisferi cerebellari; la Tenda dell’Ipofisi, localizzata sopra la sella turcica, a forma di setto orizzontale.

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