oligoidramnios

Dal greco ὀλίγος (óligos → poco), -ὑδρο- (-hydro-), derivato da ὕδωρ (hýdōr → acqua), e ἀμνίον (amnion → propriamente “vaso per raccogliere il sangue delle vittime” da cui, come spiegato in seguito, si giunge ad involucro embrionale e fetale): riduzione quantitativa del liquido amniotico, durante la gravidanza; la situazione contraria viene definita polidramnios.

Galeno indicò con il termine amnios l’invoglio più interno del feto: la parola deriva dal greco ἀμνός (amnós → agnello) o, più precisamente, da ἀμνεῖον δέρμα (derma dell’agnello), o il suo equivalente ἄμνιος ὑμήν (membrana dell’agnello): il lemma fa supporre che l’involucro membranoso trasparente dell’embrione, sia stato notato per la prima volta nell’aprire pecore gravide, anche se la parola veniva utilizzata per indicare il vaso sacrificale destinato a raccogliere il sangue delle vittime (in genere agnelli).

L’amnios (o amnio), assieme al corion, al sacco vitellino ed all’allantoide costituisce il rivestimento protettivo dell’embrione: in particolare l’amnios è un sacco dalle pareti sottili, racchiuso nell’utero, che contiene un liquido sieroso limpido (liquido amniotico  o liquor amnii) che ha la funzione di proteggere l’embrione, ed in seguito il feto, da scosse, pressioni o urti contro organi o strutture corporee della madre o esterni al suo ventre, formando un ambiente protetto ideale per l’accrescimento; inizialmente si sviluppa come una membrana adesa all’embrione, ma con lo sviluppo si riempie di liquido, espandendosi, fino a formare la cavità amniotica. La quantità di liquido amniotico dipende dal periodo di gestazione; la maggiore ampiezza della cavità amniotica e il maggior volume del liquido amniotico si hanno nel settimo mese di gravidanza. L’embrione è sospeso nel liquido amniotico dove fluttua liberamente mantenuto in connessione con la madre dal cordone ombelicale.

Una riduzione della quantità di liquido amniotico nella tarda gravidanza (dopo il settimo mese), che si manifesta con una lieve diminuzione del suo volume, è da considerarsi “parafisiologica”; viceversa quando l’oligoidramnios si sviluppa nel primo e secondo trimestre, può predisporre all’insorgenza di complicanze. La scarsa quantità di liquido non è in grado di permeare i polmoni fetali causando, potenzialmente,  gravi atelectasie ed immaturità polmonare; mancando la componente protettiva del liquido amniotico, il feto è schiacciato contro le pareti uterine, con ridotti movimenti fetali: le pressioni possono portare a malformazioni, come la plagiocefalia, il piede torto congenito, la displasia dell’anca, o iposviluppo fetale. A volte l’oligoidramnios porta all’incapacità del feto a tollerare il travaglio, con la necessità di ricorrere al parto cesareo, anche per il fatto che, al momento del parto, la presentazione più frequente è quella podalica.

L’oligoidramnios è causato dalla ridotta produzione di liquido amniotico, come in corso di stress e/o da una ridotta assunzione di liquidi da parte della madre, da aumentato riassorbimento, da alterata permeabilità delle membrane (come nelle infezioni vaginali), rottura delle membrane, ritardo di crescita del feto e patologie malformative fetali, specialmente a carico dell’apparato urinario.

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