tarso

definizione

Insieme di piccole ossa del piede, disposte su due file, comprese tra l’estremità distale della tibia e del perone da un lato, e le ossa metatarsali dall’altro, comprendente sette ossa disposte su due file, una posteriore ed una anteriore: la fila prossimale (fila posteriore o primo ordine) è formata dall’astragalo (talo), posto in alto, e dal calcagno, situato inferiormente, a contatto con il suolo, mentre la distale fila (fila anteriore o secondo ordine) è costituita dallo scafoide del tarso (navicolare), dal cuboide e da tre ossa cuneiformi, che si articolano tra di loro e con le altre ossa del piede; l’astragalo si articola con tibia e perone, oltre che con lo scafoide del piede e, in più punti, con il calcagno.

Il tarso, contribuisce a formare lo scheletro della caviglia e del tallone e, dal punto di vista funzionale, corrisponde al carpo della mano, presentando alcune omologie con lo stesso: tutte le ossa del tarso sono ossa brevi che presentano un asse maggiore rivolto in senso antero-posteriore. Fa eccezione solo l’osso navicolare il cui asse maggiore è rivolto in senso medio-laterale; l’articolazione tarso-metatarsica è quella che si stabilisce tra le ossa metatarsali ed il secondo ordine delle ossa del tarso.

Il tarso dà inserzione a numerosi legamenti, tra cui i legamenti laterali e mediali della caviglia, la fascia plantare, il legamento plantare calcaneo-navicolare ed il legamento calcaneo-cuboide; sul calcagno ha la propria entesi il muscolo tricipite surale, cioè il tendine d’Achille.

Il tarso è fondamentale per la corretta funzionalità del piede e per la corretta funzionalità della caviglia, articolazione quest’ultima a cui prendono parte attiva l’astragalo e il calcagno: le sue azioni principali sono garantire stabilità alla posizione eretta, comportarsi da shock absorber, assorbendo buona parte del peso del corpo e ridistribuire i carichi al suolo ed infine consentire la locomozione, di effettuare salti e di camminare su superficie irregolari.

disambiguazione

Tarso deriva dal greco ταρσός (tarsós → graticcio a raggiera di vimini); per estensione questa descrizione morfologica assume un duplice significato: riferendosi al «garretto», l’articolazione dell’arto inferiore (posteriore, negli animali) fra la tibia e il metatarso, descrive la «disposizione delle dita, palma del piede» ovvero la parte dello scheletro del piede compresa tra il collo di questo e i metatarsi, composta da sette ossa disposte in due ordini. Solitamente, parlando di tarso, ci si riferisce a questa struttura anatomica.

Viceversa il temine può riferirsi allo strato fibroso, situato nello spessore di ciascuna palpebra verso il margine libero, detto tarso superiore e tarso inferiore, pertanto può essere tradotto con «disposizione delle ciglia» o palpebra.

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