ascolto attivo

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ultimo aggiornamento: 16 Aprile 2018 alle 21:59

La locuzione “ascolto attivo” indica la capacità nonché la specifica competenza del “saper ascoltare“, elemento fondamentale nei processi di comunicazione verbale e non-verbale: non sempre, quanto è espresso in una qualunque relazione o forma, viene correttamente recepito o interpretato da chi ascolta, vuoi per il fatto che non si presta sufficiente attenzione a ciò che l’interlocutore manifesta, vuoi perchè vengono applicati “schermi mentali” che “selezionano“, cioè “pre-giudicano“, ciò che viene palesato. L’utilizzo dell’ascolto attivo presuppone un elevato grado di attenzione e partecipazione comunicativa: non è sufficiente superare il mero ascolto, inteso come semplice ricezione di informazioni (ascolto passivo), o la tendenza a limitare l’interesse ai “costrutti sintattici” che coincidono con l’idea dell’ascoltatore/spettatore (ascolto predittivo o ascolto selettivo), attitudine che tende ad anticipare quello che l’astante vuole esprimere o a indurre a formulare “pre-giudizi“; l’elemento fondamentale dell’ascolto attivo è la ricerca sia della verifica del senso, del significato e della sostanza di ciò che l’interlocutore (o il suo corpo) vuole comunicare, sia del contenuto emozionale di quanto manifestato, esplicitamente o in forma sottintesa. Ovviamente un elemento fondamentale per poter instaurare un ascolto attivo è la creazione di una relazione empatica, ben diversa dall’atteggiamento solidaristico della “attitudine simpatica“: senza la creazione, da parte di chi “ascolta”, di una profonda connessione risulta quasi impossibile creare le basi su cui fondare l’interscambio, in quanto sia chi manifesta, sia chi riceve l’informazione, comunica: infatti un altro elemento basilare di questa attitudine è l’utilizzo di feedback nella connessione, per poter esplorare se il messaggio recepito corrisponde effettivamente a quanto espresso. Nell’ambito della Kinesiopatia® Osteopatica e del Cranio-Sacral Repatterning®, l’ascolto attivo è uno strumento fondamentale per instaurare un rapporto professionale efficace fra chi si rivolge al professionista del ben-essere e chi deve facilitare la liberazione delle capacità individuali di auto-guarigione e le risorse personali (vis medicatrix naturae) per sostenere e incentivare la salute: senza la creazione di una relazione empatica non è possibile creare le condizioni per una reale noesi che porti alla comprensione delle vere istanze che stanno alla base del malessere. È grazie alla rielaborazione e alla riformulazione di ciò che viene espresso che l’artigiano della salute può interpretarne i segnali, i sintomi, le espressioni verbali o non verbali, percepire le emozioni che costituiscono un elemento fondamentale del processo di riequilibrazione. Particolare forma di ascolto attivo è quella peculiare forma di semeiotica kinesiopatica o semeiotica cranio-sacrale, detta ascolto epicritico, attraverso cui è possibile “chiedere” al corpo di rendere evidenti specifiche aree di squilibrio, definite “blocchi” o faults, grazie alla propria sensitività che l’operatore, amplificando le proprie capacità di percezione e sensibilità, riesce ad identificare queste “barriere“, che agendo come vere e proprie “cisti energetiche” sono in grado di influenzare, attraverso l’attivazione di processi di facilitazione segmentale, lo squilibrio funzionale dell’intero corpo.

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