sistema di membrane a tensione reciproca

ultimo aggiornamento: 27 Settembre 2020 alle 23:14

definizione

Può essere definita anche come struttura elastica a tensione reciproca, ove le singole parti mantengono una relazione dinamica con ogni compagine presente al suo interno, per mezzo della resilienza e tensegrità intrinseca al sistema.

Ogni stimolo che inferisce sul sistema fasciale, ogni trazione, stiramento o limitazione a livello locale viene automaticamente ridistribuito e ripartito, secondo gradienti vettoriali all’interno del sistema stesso: possiamo immaginare la trasmissione di questa energia come quella di un’onda che si forma gettando in acqua un sasso, che diffonde la propria energia circolarmente intorno a sé, riducendo la propria intensità a mano a mano ci si allontana dal punto di creazione dell’onda stessa.

Esempi di questo tipo di sistemi possono essere la fascia, cioè il sistema di tessuti connettivali che avvolgono, sostengono, proteggono e relazionano le differenti parti del corpo oppure il sistema meninge, che svolge un analogo compito nei confronti del sistema nervoso.

considerazioni sulla fascia

Tradizionalmente, soprattutto nella considerazione anatomica e fisiologica, la fascia viene considerata un tessuto inattivo di scarsa importanza, poiché le si attribuisce prevalentemente la funzione di permettere lo scivolamento fra differenti strutture, quali lo scorrimento dei muscoli fra di loro o sopra le ossa, o degli organi fra loro, oppure lo scivolamento del connettivo sottocutaneo, vale a dire della fascia superficiale, sui piani più profondi.

Viceversa, questo network fasciale, questa rete tridimensionale diviene di particolare importanza da un punto di vista funzionale, in quanto, essendo una struttura elastica a tensione reciproca, ogni trazione, stiramento o limitazione a livello locale viene automaticamente ridistribuito sull’intero sistema: possiamo immaginare la trasmissione di questa energia come quella di un’onda che si forma gettando in acqua un sasso, che diffonde la propria energia circolarmente intorno a sé, riducendo la propria intensità a mano a mano ci si allontana dal punto di creazione dell’onda stessa.

Grazie alla sua azione di legante fra i vari distretti e segmenti corporei, la fascia diviene fondamentale nell’assorbimento o nel mantenimento di tensioni o traumi, con conseguenti squilibri anche sistemici: risulta evidente che l’impatto che tale ridistribuzione energetica sortirà sull’organismo dipenderà da molti fattori quali l’intensità e la quantità di restrizioni fasciali presenti, la presenza di indebolimenti corporei dovuti a concomitanti malattie o a precedenti traumi.

Le cause di lesione fasciale possono essere molteplici: dalle semplici “sbucciature” o microstiramenti fino a lussazioni, torsioni, aderenze o cicatrici fino ad infiammazioni interne od esterne; il perdurare della restrizione fasciale, comunque, al di là della causa scatenante, può diventare l’origine di una patologia disfunzionale sistemica con sintomatologie anche importanti e non sempre significativamente correlate alla lesione iniziale

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