ischio

Dal greco ἰσχίον (iskhíon → anca), derivato da ἴσχω (ískhō → tenere): letteralmente “incavo che tiene la coscia”, con riferimento al cotile [κοτύλη (kotúlē)] cioè la coppa (acetabolo) che ospita e mantiene l’osso dell’anca: uno dei tre elementi scheletrici che assieme all’ilio e al pube costituisce la cintura pelvica formando l’osso iliaco (o osso innominato). Situato posteriormente al pube ed inferiormente all’ilio, è costituito da un corpo e due branche (o rami), dei quali uno ascendente ed uno discendente, a formare una “L” con l’angolo diretto indietro e in basso. Distinguiamo nel corpo dell’ischio una superficie laterale che costituisce la porzione posteriore del cercine e della fossa dell’acetabolo, una superficie antero-superiore, che si articola con ileo e pube mediante cartilagine articolare, ed una superficie inferiore, dalla quale discende il ramo dell’ischio; questi, spesso e robusto, si prolunga inferiormente e presenta sulla superficie posteriore la tuberosità ischiatica, che regge il peso del corpo in posizione seduta. Dall’estremo inferiore del ramo discendente si diparte anteriormente il ramo ascendente dell’ischio che, più fine e breve del ramo discendente, si porta superiormente e medialmente raggiungendo il ramo inferiore del pube, col quale si articola mediante cartilagine articolare.

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