microbiota

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ultimo aggiornamento: 6 Maggio 2018 alle 12:56

Dal greco μικρός (mikrós→piccolo) e βιοτή (biotḗ →biota, derivato da βίος [bios]→vita). La popolazione che abita un microambiente; nello specifico viene utilizzato spesso per indicare l’insieme dei microorganismi simbiontici che si trovano nel tubo digerente. Dovrebbe essere considerato come un vero e proprio organo metabolico, che svolge funzioni che non siamo in grado di espletare autonomamente, come la capacità di assimilare componenti altrimenti indigeribili della nostra dieta. Il microbiota si sviluppa nel corso dei primi giorni di vita e sopravvive, salvo in caso di malattie, fino alla morte, assumendo caratteristiche uniche per ogni individuo, anche se esiste un nucleo filogenetico del microbiota intestinale umano, caratterizzato da un piccolo numero di specie comune a tutti gli individui. Il numero di geni totale del microbiota è stimato essere 100 volte il numero di geni del genoma umano. Il termine flora intestinale non è del tutto corretto in quanto si riferisce prevalentemente ai batteri, classificati in passato nel regno vegetale, mentre quando si parla di microbiota si intendono differenti specie di microrganismi comprendenti anche miceti e virus, che cooperano in un complesso ecosistema simbiotico, caratterizzato da mutualismo che apporta un vantaggio ad ognuna. Il microbiota dell’apparato digerente  comprende fra le 500 e 1000 specie differenti di microorganismi; tra i batteri, la maggioranza è anaerobia. Il batterio intestinale più conosciuto nell’Uomo è l’Escherichia Coli. Un’importante funzione del microbiota  è la disgregazione delle sostanze che il nostro sistema non è in grado di smantellare, come le cartilagini e le molecole di cellulosa; la sintesi di sostanze indispensabili, come la vitamina K.

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