coccigodinia

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ultimo aggiornamento: 27 Luglio 2018 alle 12:12

Dal greco κόκκυξ (kókkyx → coccige) e οδύνη (odýni → dolore): sindrome dolorosa localizzata in corrispondenza dell’area circostante il coccige, che può estendersi all’intera area pelvica; talvolta l’algia può essere accompagnata da sensazioni di bruciore. Può colpire individui di tutte le età e di entrambi i sessi, ma si verifica più frequentemente nelle donne, con età media di insorgenza intorno ai 40 anni. Possono esistere differenti fattori scatenanti: la fratture o la lussazione del coccige è un evento frequente, anche se spesso misconosciuta; un trauma perineale o coccigeo od un forte impatto alla base della colonna vertebrale, una caduta sulle natiche che anche se non provocano la rottura dell’osso, possono causare un’anomala mobilità e motilità del coccige, che innesca un processo infiammatorio cronico responsabile di dolore e degenerazione dei tessuti limitrofi o della sinfisi sacro-coccigea. La coccigodinia può insorgere come conseguenza di attività sportive che prevedono movimenti ripetuti della regione sacro-coccigea: l’attrito e la pressione persistenti in questa area possono indurre traumi a legamenti o muscoli viciniori. Anche cattive abitudini posturali sono da anoverarsi fra le possibili cause: se al lavoro o durante la guida si mantiene una posizione seduta impropria, è può venir esercitata un pressione eccessiva, con conseguente dolore, che tende a peggiorare se il soggetto mantiene la medesima postura per un lungo periodo di tempo. In alcuni casi è possibile l’instaurarsi di una “Sindrome del Grande Gluteo“, una manifestazione di coccigodinia monolaterale caratteristica, che si manifesta nell’atto di sedersi o alzarsi, ma non se si rimane seduti; altra possibile causa di dolore perineale è la presenza di una “Sindrome del Piriforme“. In caso di obesità si possono verificare sublussazioni posteriori del coccige, in quanto questi soggetti sono più suscettibili alla pressione intrapelvica causata da una prolungata posizione seduta o per un’accidentale caduta. La maggior frequenza nel sesso femminile è riconducibile a traumi peripartali dell’area perineale: nel corso della gravidanza, verso la fine del terzo trimestre, il coccige diventa più flessibile per aiutare la donna a partorire più facilmente; in alcuni casi, il parto può causare un’eccessiva tensione di muscoli e legamenti connessi al coccige, con parziale dislocazione dello stesso. Anche affezioni degli organi pelvici, in particolare dell’utero e annessi, disturbi mestruali o della sfera sessuale, possono essere causa di coccigodinia; in questo caso sono accompagnati, frequentemente, da dismenorrea e/o dispareunia, anche se talvolta possono essere la manifestazione di psichestesia. La lussazione traumatica o la frattura del coccige, possono essere responsabili di squilibri neurovegetativi della zona pelvica, visti gli importanti rapporti con gli organi viscerali circostanti come la vescica, la prostata o l’utero e gli annessi ovarici, lo scavo retto-uterino del Douglas nella donna o la tasca retto-vescicale nell’uomo (detta fascia di Denonvilliers), il retto. La stretta relazione con il perineo e il pavimento pelvico può indurre alterazioni della funzionalità dell’area; si possono verificare squilibri a livello della vescica urinaria, con incontinenza funzionale. Lo squilibrio della fascia pubo-retto-coccigea può indurre alterazione dell’alvo e dell’evacuazione, causati da fenomeni dissergici e disergici della fionda pubo-rettale e/o dal coinvolgimento del nervo pudendo. Nell’uomo, come conseguenza dell’interessamento del muscolo pubococcigeo, che si estende dal coccige alla base del pene, si può osservare un interessamento del nervo pelvico, che innerva la vescica ed la prostata: la conseguenza può essere un alterato controllo della funzione dell’uretra, con interruzione del flusso di urina durante la minzione e del “pompaggio” del liquido seminale che, potrebbe portare ad una eiaculazione precoce involontaria. La lussazione coccigea può alterare l’equilibrio fisiologico del canale durale, in quanto il “filum terminale“, che va a fissarsi sulla faccia posteriore del coccige mediante il legamento coccigeo, è il prolungamento inferiore del cono midollare, e si forma dalla fusione, in una unica guaina, dalle tre meningi spinali. Essendo il sistema meningeo-fasciale un sistema di membrane a tensione reciproca, lo squilibrio coccigeo può indurre distorsioni funzionali su altre strutture della dura madre e interessare addirittura le membrane intracraniche. L’alterazione del coccige, può generare alterazioni dell’equilibrio della colonna vertebrale con conseguenti posture compensatorie; distorsioni del cingolo pelvico o la presenza di una “falsa” gamba corta, dovuta allo squilibrio del muscolo pubo-coccigeo, del muscolo ileo-coccigeo e del muscolo ischio-coccigeo e dei legamenti ad essi connessi.

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