omocisteina

ultimo aggiornamento: 8 Novembre 2018 alle 10:40

Amminoacido solforato, detto anche acido γtioαaminobutirrico (C4H9NO2S), che si forma, come prodotto intermedio, in seguito alla trasformazione enzimatica della metionina (C5H11NO2S) in cisteina (C3H7NO2S), attraverso la rimozione di gruppi metilici: il prefisso omo- (derivato dal greco ὁμο-) indica somiglianza fra due composti. La conversione dell’omocisteina a metionina, attraverso un processo di rimetilazione che coinvolge la metil-cobalamina (vitamina B12), o la sua conversione, utilizzando il piridossal 5-fosfato (vitamina B6) come cofattore, a cisteina (transulfurazione) rappresentano le principali vie metaboliche in grado di mantenerne i livelli intracellulari entro uno stretto range; il suo rilascio nel circolo ematico consente di misurarne le concentrazioni plasmatiche, che rappresentano un accurato indice dello stato dell’omocisteina tessutale. L’iperomocisteinemia è una condizione fortemente correlata anche alle patologie neuro-degenerative: sembra esistere una forte associazione della concentrazione della tossina ed il decadimento mentale o la malattia di Alzheimer. Diversi studi hanno riscontrato elevati livelli dell’amminoacido solforato nei pazienti affetti da processi infiammatori a livello cerebrale; l’aumento delle concentrazioni di sostanze che si comportano da radicali liberi sono certamente coinvolte nella genesi di queste patologie.Per maggiori approfondimenti: omocisteina: il killer silenzioso 

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