cono

ultimo aggiornamento: 15 Maggio 2020 alle 20:34

definizione

Così chiamati per la loro morfologia, i coni sono cellule nervose specializzate (fotorecettori), presenti sulla retina, dotate di capacità di tradurre gli stimoli luminosi (colori) in impulsi nervosi: sono deputati alla visione nitida e centrale, consentendo di vedere i dettagli fini; la loro funzione si esplica soprattutto in presenza di luce intensa, risultando particolarmente efficaci nella visione diurna (fotopica) o in presenza di fonti luminose artificiali. A differenza dei bastoncelli, i coni non garantiscono la visione in condizioni di scarsa luminosità: rispetto ai fotocettori, hanno la possibilità di percepire dettagli e cambiamenti d’immagine più rapidamente,  poiché in grado di reagire più velocemente quando stimolati. Nell’immagine i coni sono colorati in verde, mentre i bastoncelli in grigio chiaro.

descrizione

Esistono tre tipi di coni, ciascuno dei quali contiene un pigmento (opsina) che li rende sensibili a lunghezze d’onda differenti nello spettro del visibile e per questo sono convenzionalmente etichettati secondo l’ordine dei picchi delle lunghezze d’onda delle loro sensibilità spettrali: ;in particolare, presentano picchi di assorbimento a 420 nm (blu – cono corto [S]), 530 nm (verde – cono medio [M]) e 560 nm (rosso – cono lungo [L]), rendendoli capaci di percepire i colori: in base alla composizione spettrale della radiazione luminosa, emessa dall’oggetto osservato, i tre tipi di coni sono attivati in varie combinazioni e percentuali, determinando, a livello centrale, la riproduzione a colori dell’oggetto secondo un meccanismo additivo (RGB): la visione tricromatica, in realtà, dipende dalla particolare composizione dei tre pigmenti responsabili della percezione luminosa: essendo espressione di variazioni genetiche, ogni individuo può avere una differente sensitività cromatica; in alcuni soggetti esistono quattro o più tipi di coni, dando luogo ad una visione tetracromatica.

La visione del colore è la capacità dell’organismo di distinguere gli oggetti basandosi sulla lunghezza d’onda (o frequenza) della luce che questi riflettono, emettono, o trasmettono: la percezione dello stimolo luminoso, però, non corrisponde al colore riconosciuto in quanto il processo della visone è soggettivo, dipendendo dalla risposta cerebrale alle stimolazioni; se i tre tipi di cono sono attivati simultaneamente la luce percepita risulta essere bianca.

dislocazione

I coni sono localizzati principalmente nella parte centrale della retina (fovea), consentendo la visione centrale e quella fotopica: se l’acuità visiva è buona, garantiscono un’elevata risoluzione dell’immagine, permettendo di focalizzare lo sguardo al centro del campo visivo (dritto davanti) ; per questo rendono quest’are più sensibile agli stimoli luminosi, svolgendo un ruolo importante  nel distinguere chiaramente i dettagli rispetto al resto della retina. I coni sono proporzionalmente più rarefatti al progredire delle aree periferiche. Nell’occhio umano sono indicativamente tra i 4 ed i 7 milioni (per ogni occhio).

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