muscolo tensore del velo del palato

ultimo aggiornamento: 18 Maggio 2020 alle 18:06

descrizione – anatomia topografica

In latino, musculus tensor veli palatini, detto anche muscolo peristafilino esterno, dal greco περι– (perí– → intorno) e σταϕύλη (staphylḗ → uva, ugola), muscolo tensore del velo pendulo o muscolo dilatatore della tromba di Eustachio.

origine – decorso – inserzione

Origina dalla spina an­golare e dalla grande ala dello sfenoide, dalla fossa scafoidea del processo pterigoideo e dalla cartilagine della tuba uditiva; discende verticalmente, incuneandosi fra la lamina pterigoidea mediale ed il muscolo pterigoideo interno, assumendo una forma triangolare il cui apice dà origine ad un tendine che flette a livello dell’uncino pterigoideo.

Dà origine ad una struttura tendina triangolare che si espande nel terzo superiore del palato molle e va ad unirsi con le fibre del muscolo controlaterale formando l’aponeurosi palatina: quest’ultima si inserisce al bordo trasverso della parte orizzontale dell’osso palatino ed è distinta dall’aponeurosi palatina superiore e dall’aponeurosi palatina inferiore che, invece, sono prevalentemente caratterizzate da fibre elastiche e non ricevono entesi muscolari.

A livello dell’hamulus, struttura che che funge da puleggia, è presente una piccola borsa sinoviale in grado di ridurre la l’attrito del tendine del muscolo tensore del velo del palato che viene mantenuto in sede da fibre provenienti dal muscolo pterigoideo mediale, che formano un anello mio-fasciale.

azione – funzione – innervazione

Come dice il nome, la sua azione è tendere il velo palatino coadiuvando l’azione dell’elevatore del velo palatale nel sollevare il palato molle: occlude l’accesso al rinofaringe e previene la possibilità che frammenti di cibo possano entrare nelle coane nasali o nell’epifaringe, specialmente durante la masticazione o nella deglutizione; il palato, una volta contratto, diviene una sorta di piattaforma stabile che permette il sollevamento del faringe da parte dei muscoli costrittori del faringe, nell’ingestione o nell’inghiottire il bolo alimentare o i liquidi.

Essendo inserito sulla lamina cartilaginea laterale della tuba di Eustachio, è coinvolto nei meccanismi di alternanza fra l’apertura e la chiusura della tuba stessa, durante la deglutizione o lo sbadiglio, finalizzati alla riequilibrazione delle differenze pressorie fra la cassa del timpano e la pressione atmosferica; l’equalizzazione della pressione nella cavità timpanica è essenziale per prevenire possibili danni alla membrana timpanica, che possono portare a ipoacusia e misofonia.

Innervato dal nervo pterigoideo mediale, un ramo della branca mandibolare del nervo trigemino (V° nervo cranico), risultando l’unico muscolo palatale non innervato dal plesso faringeo, formato dal nervo glossofaringeo (IX° nervo cranico).

distonie e disfunzioni

Distonie dei riflessi eustachiali possono dar vita a a sordità rinogena, otite media diffusiva od otite sieromucosa oppure a disfunzioni delle tube di Eustachio, accompagnate da sintomi quali ovattamento auricolare, otalgia od otodinia, disorientamento spaziale e vertigini, acufeni e tinnitus.

La Kinesiologia Transazionale® ed il Cranio-Sacral Repatterning® mettono a disposizione differenti tecniche in grado di intervenire efficacemente sugli squilibri che coinvolgono il muscolo peristafilino interno: la riattivazione dei riflessi Eustachiali è solo una fra le possibilità di intervento sugli squilibri funzionali e sui sintomi conseguenti alle alterazioni canale faringo-timpanico, sia negli adulti sia nei bambini.

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