diverticolosi colica

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ultimo aggiornamento: 22 maggio 2018 alle 0:23

Parola composta da diverticolo, dal latino diverticŭlum (→ diversione dalla via principale, estroflessione cava), ed il suffisso -osi, che indica una manifestazione morbosa, a carattere degenerativo: i diverticoli colici sono delle formazioni cave e sacciformi della mucosa, in comunicazione col lume intestinali; per quanto possano essere congeniti o acquisiti, la maggior incidenza epidemiologica è a carico dei secondi, con un incremento direttamente proporzionale ai processi senescienziali (età), sesso (frequenza doppia nelle donne), abitudini alimentariattitudini comportamentali. La diverticolosi interessa più frequentemente paesi occidentali e industrializzati; all’origine della patologia diverticolare, oltre ad una certa predisposizione genetica, c’è quasi sempre una dieta squilibrata, troppo ricca di grassi e zuccheri, povera di acqua e fibre, associata frequentemente a scarsa o inadeguata attività fisica: in senso stretto non è una malattia, ma un’anomalia disfunzionale che diviene patologica solo nel caso in cui quando i diverticoli si infiammano, evolvendo il quadro in diverticolite. L’aumento di pressione endoluminale dovuto al rallentato transito intestinale ed alla stitichezza cronica, tende a provocare un’erniazione nel punto della parete intestinale più vulnerabile, il “locus minoris resistentiæ“, cioè là dove i vasi sanguigni penetrano nella parete del colon; la forza della parete del intestinale e la sua resistenza alla trazione diminuiscono con l’età in tutte le sue sezioni, tranne che nel tratto ascendente, come conseguenza della alterazione dell’integrità del tessuto connettivo. L’aumento delle contrazioni nel tratto enterico discendente e nel sigma, dovute ad una dieta a basso contenuto di fibre, causano l’evaginazione attraverso questa parete indebolita. Spesso il processo degenerativo si accompagna ad una alterata progressione del contenuto intestinale che appare disorganizzato, con movimenti anti-peristaltici, spasmi muscolari e conseguente dolore nei quadranti addominali inferiori, tendenzialmente a sinistra; talvolta si accompagna all’evacuazione di piccole quantità di feci dure (fecalomi e coproliti) e muco, che tendono ad alleviare il dolore. Gonfiore, senso di ripienezza addominale, modificazioni nelle abitudini intestinali (alternanza di diarrea e stipsi, senso persistente di disagio non meglio specificato nei quadranti addominali inferiori, meteorismo, sono tutti sintomi che possono far pensare ad una Sindrome dell’Intestino Irritabile. I diverticoli possono sanguinare, sia in forma acuta e massiccia (rettorragia) sia lentamente, sotto forma di stillicidio ematico con conseguente anemia; possono infettarsi ed evolvere in ascessi, dando luogo a manifestazioni di diverticolite che può portare a perforazioni intestinali o allo sviluppo di aderenze. L’utilizzo della Kinesiologia Transazionale® o della Kinesiopatia® Osteopatica è in grado di riequilibrare la funzionalità dell’aree coinvolte dagli scompensi funzionali e facilitare l’attivazione della “Vis Medicratrix Naturaæ“, la normalizzazione della funzionalità della valvola di Bauhin, della valvola di Huston o della ptosi del colon, sono alcune delle correzioni fondamentali per favorire i processi fisiologici intestinali. Il Cranio-Sacral Repatterning®, offre strumenti di riequilibrazione della mobilità e della motilità e l’equilibrio funzionale gastro-intestinale; l’utilizzo di tecniche di mobilizzazione funzionale viscerale è in grado di migliorare i fenomeni discinetici e risolvere le problematiche conseguenti a processi aderenziali dell’area. Per maggiori informazioni si vedano anche gli articoli “Valvola Ileo-Cecale: una valvola irritabile; aperta o chiusa?“, “Sindrome della Valvola di Huston“, “Colite Spastica: la Sindrome dell’Intestino Irritabile“.

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