fattore intrinseco

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ultimo aggiornamento: 7 Novembre 2018 alle 15:23

Scoperto dal clinico americano William Bosworth Castle, il fattore intrinseco di Castle, detto anche fattore gastrico anti-pernicioso, è una glicoproteina secreta dalle cellule ossintiche della mucosa gastrica, in grado di favorire l’assorbimento della vitamina B12 (cobalamine) e del ferro, oltre a facilitare la digestione delle proteine; viene prodotto in risposta agli stessi stimoli che determinano la secrezione di HCl (acido cloridrico): la sua secrezione è l’unica funzione gastrica essenziale per la vita dell’uomo. A livello dello stomaco, la pepsina ed il pH fortemente acido, derivante dalla cloridria del chimo gastrico, facilitano il rilascio della cobalamina legata alle proteine alimentari; una volta libera si lega all’aptocorrina (un polipeptide salivare, che la protegge dall’acidità gastrica, detto proteina-R) e così complessata, giunge nel duodeno, dove le proteasi pancreatiche degradano l’aptocorrina liberando le cobalamine; una volta libere nel lume intestinale, si associano immediatamente al fattore intrinseco, che ne previene la degradazione batterica e l’ossidazione del gruppo cianidrico, permettendone il transito nel digiuno e nel tratto prossimale dell’ileo. È nel tratto terminale dell’ileo che si lega a specifici recettori (cubiline) presenti nell’orletto a spazzola delle cellule epiteliali e viene inglobato per endocitosi dalle stesse cellule, dove si dissocia dal fattore intrinseco, si lega alla transcobalammina II (TCII) e viene veicolata al fegato attraverso il circolo portale. Il fattore intrinseco, a questo punto inutile, viene eliminato con le feci. I fattori che possono provocare carenza di questo fattore sono l’alcolismo, gastriti, parassitosi, malattie autoimmuni e, in generale, danni alla mucosa gastrica. La carenza di cobalamina, presente spesso in caso di gastrite atrofica, ma anche conseguente a interventi di interventi di chirurgia bariatrica (per sconfiggere l’obesità severa), provoca anemia megaloblastica. La distruzione delle cellule che lo secernono, causata da processi autoimmuni o infiammatori, determina la comparsa del quadro di anemia perniciosa propriamente detta, una malattia autoimmune, con grave deficit di vitamina B12: l’organismo produce anticorpi contro le cellule ossintiche e contro il fattore intrinseco, presenti nella quasi totalità delle persone affette da questa malattia.

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