acloridria

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ultimo aggiornamento: 3 Novembre 2018 alle 16:48

Dal greco ἀ- (án- → prefisso privativo/inversivo) e cloridria, derivato a sua volta  da χλωρός (chlorós → verde o contenente cloro) e ὕδωρ (ýdor → acqua): totale mancanza dell’acido cloridrico nel succo gastrico, che si manifesta con aerogastria, inappetenza, dispepsie, squilibri digestivi e disturbi dell’assimilazione; è sintomo di processi patologici propri della parete gastrica (gastriti atrofiche o croniche, anemia perniciosa, tumori), dovuto all’atrofia delle ghiandole parietali, contenenti le cellule ossintiche che secernono l’acido cloridrico. Anche cause organiche come lo stress cronico e l’insufficienza cortico-surrenalica possono essere causa della sua insorgenza; deve essere considerata una patologia infrequente, mentre l’ipocloridria è un fenomeno più diffuso. La carenza di acido cloridrico provoca alterazioni nell’assorbimento dei sali minerali, in particolare ferro e calcio, e la mancanza della disinfezione degli alimenti, con possibile insorgenza di allergie o infezioni intestinali; la dispepsia e una digestione particolarmente lunga e difficile, l’alitosi, i rigurgiti, la pirosi e il bruciore di stomaco, il meteorismo, la flatulenza, le diarree, ma anche la “Sindrome del Intestino Irritabile” sono frequentemente associate alla mancanza o riduzione di cloro nell’escreto gastrico. Acloridria o anacidità vengono usati, talvolta, come sinonimi.

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