ultimo aggiornamento: 22 Aprile 2023 alle 11:12
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Il Dr. Bennet e i Riflessi Neuro-Vascolari
Intorno al 1930 il Dr. Terrence J. Bennett scoprì che il contatto con punti specifici, posti prevalentemente sul capo, modificava l’afflusso sanguigno in organi bersaglio; negli anni ’70 il Dr. G. Goodheart confermò ulteriormente le ricerche di Bennett verificando, con l’uso del termo-monitoraggio con biofeedback, una modificazione indicativa del flusso sanguigno nell’organo corrispondente al punto di Bennett.
Le aree interessate sono state definite Riflessi Neuro-Vascolari, in quanto la stimolazione tattile di questi punti facilita la riattivazione della circolazione sanguigna a livello dei capillari fasciali delle regioni circostanti che condividono l’innervazione del sistema simpatico, permettendo il manifestarsi di una pulsazione sincrona, simmetrica e regolare nei tessuti circostanti: questo fenomeno incrementa il flusso ematico nelle aree direttive della corteccia cerebrale, permettendo a queste di prendere il sopravvento sulle aree reattive, abbassando il livello di stress neurologico.
La pulsazione percepita è spesso asincrona, rispetto a quella cardiaca trasmessa dai grandi vasi ai distretti vascolari periferici; può avere una frequenza asimmetrica, discronica o presentare un ritmo anapestico o sincopato: si ritiene che sia la pulsazione autonoma delle cellule pace-maker dei capillari, che viene modulata dall’azione distrettuale del Sistema Ortosimpatico. La stimolazione secondo una sequenza specifica dei Riflessi Neuro-Vascolari favorisce la riattivazione generale dell’intero sistema corporeo: toccare i punti secondo una sequenza specifica, aspettando per ogni punto, o coppia di punti, la sincronizzazione del battito.
In parole più semplici, possiamo affermare che i Riflessi Neuro-Vascolari sono in grado di ripristinare il normale flusso sanguigno nelle aree cerebrali dove questo viene ridotto come conseguenza dello stress.
In questo modo il corpo è in grado di uscire progressivamente dallo stato di “allerta” (tipico della reazione di stress, adrenalina in circolo – attivazione dell’ortosimpatico), e di ristabilire, attraverso una corretta distribuzione sanguigna, lo stato di rilassatezza e vasodilatazione (fase parasimpatica che ha il predominio sulla fase difesa/ortosimpatica), permettendo quindi una corretta circolazione dei flussi energetici e la riattivazione delle corrette funzionalità fisiologiche dell’organismo. Le competenze del Kinesiopata e del Kinesiologo Transazionale possono offrire ulteriori integrazioni a questa semplice ma efficace, procedura di rilassamento, rendendo più potente e duraturo l’effetto benefico sul corpo.
risorse:
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