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ultimo aggiornamento: 12 Febbraio 2019 alle 15:36

gli stadi della nutrizione

Se volessimo suddividere gli stadi della nutrizione e collocarli in una giusta prospettiva, dovremmo classificarli in:

  • apporto dietetico: non occorre essere esperti di nutrizione per capire che carenze nutrizionali generiche o specifiche possono creare insufficienze e, di conseguenza, malfunzionamenti nel nostro corpo. L’apporto nutrizionale non può essere considerato solo da un punto di vista calorico, o di bilancio fra amidi/grassi/proteine. La qualità di tali nutrienti, la presenza di specifici amminoacidi, siano essi fra gli essenziali o ramificati, l’apporto di enzimi, vitamine, co-fattori o acidi grassi poli-insaturi o essenziali, svolge un ruolo sempre più significativo nel mantenimento del benessere.
  • digestione: molte persone sottovalutano l’impatto che il processo digestivo assolve in un quadro di una corretta alimentazione, pensando che “digerire anche i sassi” o “non avere dolori di stomaco” sia un indicatore di un corretto funzionamento dell’apparato gastro-intestinale. Il problema digestivo è un elemento limitante della nostra alimentazione. La progressiva diminuzione dell’acidità gastrica, dovuta all’età o a situazioni di stress, diventa un fattore predisponente a manifestazioni poliedriche nei sintomi e spesso misconosciute o confuse: intolleranze alimentari, manifestazioni asmatiche, problemi cutanei, stipsi o diarrea sono alcuni fra gli innumerevoli sintomi riconducibili ad un processo digestivo inefficace.
    La stessa patogenicità dell’Helicobacter Pylori, battere commensale saprofita presente comunemente nell’ambiente gastrico, è riconducibile ad una diminuita secrezione acida da parte dello stomaco: questo batterio, infatti, viene erroneamente ritenuto responsabile delle gastriti o delle ulcere gastriche, mentre il suo ruolo patogeno e la sua funzione di regolazione e prevenzione dei tumori gastrici sono ancora materia di studio.
    La mancanza di acido a livello gastrico causa una maggiore incidenza della proliferazione batterica, parassitaria e virale nei tratti a valle dello stomaco stesso, così come è responsabile dell’alterazione del processo di assorbimento dei sali minerali (che non sono catalizzati dall’ambiente gastrico acido).
    Il luogo comune, alimentato anche da una certa pubblicistica medica, sostiene che gastrite ed ulcera siano dovute all’eccessiva secrezione di acido all’interno dello stomaco, mentre l’ipercloridria primaria è un fenomeno piuttosto limitato. Spesso il vero problema è una diminuzione del film mucoso protettivo della parete dello stomaco, dovuto a fenomeni di stress: il risultato finale di tale processo, cioè del fenomeno stress – diminuzione della protezione della parete – dolore – stress – diminuzione dell’acidità gastrica, esacerbato spesso dall’uso indiscriminato di prodotti antiacidi, porta all’inevitabile carenza di sostanze che potrebbero combattere lo stress stesso, ovvero la causa.
    L’uso, poi, di alimenti raffinati induce alterazioni del profilo enzimatico sia a livello gastrico che duodeno-digiunale, compromettendo quel delicato sistema informazionale che è costituito dai neuropeptidi prodotti dall’apparato gastro-intestinale stesso, con ripercussioni non solo sul piano alimentare, ma anche su quello neurologico, immunitario ed emotivo. Queste sostanze, infatti, non svolgono solo un’azione locale, ma studi recenti ne fanno i principali indiziati dei processi di regolazione del senso di fame o sazietà.
  • assorbimento: la presenza contemporanea di co-fattori, sali minerali e sostanze nutritive, l’azione dei sali biliari coadiuvata dagli opportuni secreti enzimatici è un fattore fondamentale per permettere non solo l’assorbimento dei principi attivi dall’alimentazione, ma anche l’assorbimento proporzionato, ovvero la corretta ratio fra i singoli nutrienti.
    Altro fattore determinante è l’integrità della parete digiuno-ileale, fattore determinante per permettere un corretto assorbimento dei fattori nutritivi e prevenire fenomeni infiammatori, un quadro meglio riconosciuto come “Leaky Gut Syndrome” (sindrome dell’intestino permeabile).
    Le disbiosi intestinali, l’uso sistematico di antibiotici (spesso a sproposito), i farmaci antinfiammatori (che con la loro azione tendono ad alterare le strutture lipidiche delle cellule, modificando la funzionalità di ormoni tessutali quali le prostaglandine), un uso elevato di alcool od altre sostanze irritanti della parete intestinale e, soprattutto, un’alterazione della funzionalità gastrica (anche se in assenza di sintomi riferibili allo stomaco) che determina uno squilibrato processo digestivo, causano l’alterazione ed il danneggiamento della parete di rivestimento dell’intestino tenue, rendendolo appunto permeabile.
  • circolazione: non solo un’alterata circolazione impedisce una corretta distribuzione dei nutrienti, ma anche la mancanza di precursori dei carrier, risulta deleteria per l’impossibilità di veicolare tali principi attivi nei siti di utilizzo, causando, talvolta, pericolosi fenomeni di accumulo.
  • assimilazione cellulare: il trasporto endocellulare dei principi nutritivi è limitato da fenomeni locali, tossici o dalla carenza di sostanze facilitanti, oltre che da un’alterata ratio fra i singoli metaboliti. La supplementazione alimentare di singoli costituenti, non supportata da adeguati co-fattori che ne permettano l’utilizzo si rivela spesso inefficiente. La nutrizione specifica, finalizzata a colmare depauperamenti organici o carenze nutritizie, dovrebbe prendere in considerazione il concetto di nutrizione “core level”, intendendo per tale sigla una nutrizione finalizzata a creare le condizioni ottimali per l’utilizzo cellulare delle sostanze.
  • eliminazione: l’incapacità del corpo, sia a livello generale sia a livello cellulare, di eliminare le scorie tossiche ed i sottoprodotti metabolici diventa essa stessa una tappa limitante del processo nutritivo. La mancanza di sostanze adeguate per svolgere i processi necessari all’eliminazione di tali tossine si rivela, talvolta, la principale causa di intossicazione e degenerazione corporea, in particolar modo oggi, vista l’enorme quantità di sostanze inquinanti e cancerogene cui siamo sottoposti.

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