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ultimo aggiornamento: 12 Febbraio 2019 alle 15:36

i radicali liberi

Nei processi d’ossidazione per generare energia vitale, si formano molecole altamente reattive ed instabili che si legano molto facilmente e rapidamente ad altre sostanze, dando origine a reazioni indesiderate e spesso lesive per le cellule. Quando l’ossigeno si combina con l’idrogeno, forma un composto stabile, ma in altri processi di combinazione rimane spesso una molecola con un elettrone spaiato, che tende a combinarsi con altri metaboliti: questa molecola con un elettrone spaiato, è chiamato radicale libero ed innesca una serie di reazioni a catena, che tende a produrre altri radicali liberi o superossidi, altamente reattivi.

Denham Harman ha avanzato per primo nel 1956 la teoria dei radicali liberi, secondo la quale con il passare degli anni si accumulerebbero e svolgerebbero una potente azione ossidante, dannosa per quasi tutti i costituenti dell’organismo. Sono molecole (gruppi di atomi legati tra loro) instabili, cioè molecole cui “manca qualcosa”, pronte a reagire con altre molecole, in quanto hanno un elettrone disponibile (“spaiato”).

Gli agenti ossidativi chiamati ROTS (Reactive Oxygen Toxic Species), comunemente definiti radicali liberi, possono interagire con i componenti cellulari, producendo danni ai tessuti organici. Nell’organismo umano i radicali liberi reagiscono con qualsiasi struttura molecolare che incontrano. I radicali liberi si formano all’interno delle nostre cellule (nei mitocondri), dove l’ossigeno è utilizzato per produrre energia. Non tutto l’ossigeno viene consumato ma in parte va a formare queste molecole che contengono uno o più atomi d’ossigeno.

Questa forma di lesione ossidativa è stata relazionata ad almeno 60 malattie degenerative, fra cui arteriosclerosi, infarto, trombosi, ma anche artriti ed insenilimento cellulare. Una loro caratteristica tipica è quella di generarsi laddove esiste una ridotta perfusione vascolare o fenomeni infiammatori. Anche se la loro eziologia ed i meccanismi con cui agiscono non sono ancora conosciuti, sotto certi punti di vista, questi pericolosi killers sono già piuttosto esaminati, visti gli effetti che vengono ascritti alla loro presenza: in genere sono molecole o frammenti di molecole dotati di grande reattività chimica a causa della presenza di almeno un elettrone libero (cioè non impegnato da legami), che si possono formare anche per perossidazione di quei lipidi fisiologici presenti nel rivestimento cellulare (lipoperossidi) o nelle normali reazioni metaboliche.

Le sorgenti di radicali liberi includono la respirazione cellulare, gli inquinanti chimici derivati dal cibo, dall’acqua e dall’aria, quelli derivati dal consumo di sostanze alcoliche, quelli derivati dall’esposizione ai raggi solari, alle radiazioni ionizzanti, ai raggi-X, ma anche quelli che si formano per l’interazione con metalli pesanti come il mercurio, il cadmio, il piombo o che sono generati dal fumo di sigaretta, ma anche antibiotici o alcuni farmaci, oltre che dal normale processo d’invecchiamento.

La ridotta esposizione alle potenziali sorgenti e l’aumento dell’apporto nutrizionale di alimenti ad azione protettiva (quali gli antiossidanti e i cosiddetti fito-ormoni) possono ridurre significativamente il rischio ossidativi connesso alla presenza dei radicali liberi, attraverso l’attivazione di meccanismi di protezione della cellula, neutralizzando i danni perossidativi ed incrementando l’aumento della capacità difensiva del sistema immunitario.

Le cellule sono in grado di difendersi dall’attacco dei radicali liberi con l’aiuto di sostanze antiossidanti, quali l’enzima superossido-dismutasi, capaci di neutralizzare l’azione dei radicali d’ossigeno e di riparare i danni molecolari. Molte vitamine, sali minerali, co-fattori nutrizionali o sostanze fito-chimiche, sia individualmente, sia in combinazione, possono ridurre l’effetto dei radicali liberi ed incrementare la funzionalità del sistema immunitario e promuovere un miglior livello di salute e benessere: molte sostanze fitochimiche non sono state ancora classificate fra i nutrienti essenziali per la vita, ma sono stati identificate come elementi in grado di svolgere un ruolo preventivo importante nei meccanismi di prevenzione delle malattie.

Tali principi sono stati correlati, ad esempio, con la profilassi od il trattamento di almeno quattro fra le principali cause di morte negli Stati Uniti: malattie cardio-vascolari, ipertensione, diabete e cancro.

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