post hoc, propter hoc

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ultimo aggiornamento: 26 Maggio 2018 alle 17:44

La locuzione latina, frequentemente usata anche nella sua forma estesa «post hoc, ergo propter hoc», («dopo questo e, quindi, a causa di questo») è utilizzata per descrivere l’esistenza di fenomeni causali tra due (o più) avvenimenti, partendo dall’argomentazione: se A è vero e precede B, allora B ne è la conseguenza. La consecutio logica, cioè l’esistenza di una relazione diretta fra due eventi, secondo il principio di causa-effetto, indica un nesso di causalità spazio-temporale, per il solo fatto che l’uno è posteriore all’altro; esprime una forma di coazione, in quanto mette in evidenza il manifestarsi di un certo esito, come risultato coerente di un evento precedente. In realtà questo sillogismo potrebbe essere definito improprio, in quanto si tratta di un sofisma additivo, basato, cioè, sulla sovrapposizione di informazioni apparentemente coese; dal punto di vista della semiologia, esiste sempre la possibilità che l’evento descritto dalla locuzione, si riferisca a fenomeni casuali (sincronicità) o a fenomeni contemporanei (sincronismo) anche se la consequenzialità è evidente: infatti la sentenza «dopo questo, causa di questo» mostra un'adduzione particolarmente attraente che sembra inerire al rapporto causale, vista anche la conformità della sequenza temporale. Questa prospettiva evoca, nel caso della sincronicità, l’eventualità che esistano eventi relazionati secondo criteri acausali, che non si manifestano necessariamente in modo simultaneo, mentre il sincronismo ci ricorda la possibile presenza di cofattori eziologici che possono agire contemporaneamente ed in parallelo ad un fattore scatenante, che innesca l’evento stesso. Anche se la razionalità può portarci a dubitare che prendere per causa quello che è un antecedente temporale non sia necessariamente vero, la dinamica diacronica ci porta a pensare che, nella maggioranza dei casi, se un avvenimento è seguito da un altro, in un’ottica seriale, allora il primo è molto probabilmente la causa del secondo. La riflessione, apparentemente intellettuale, ha in realtà, per il professionista del benessere, risvolti pratici significativi; il principio di causa-effetto, potrebbe risultare fuorviante, impedendo che il processo noetico, che deve portare alla comprensione di un problema o di una disfunzionalità, venga in qualche modo condizionato o fuorviato. Talvolta, anche per la pressione da parte di chi si rivolge all’artigiano della salute, si corre il rischio, erroneamente, di porre la propria attenzione su eventi apparentemente sequenziali, da un punto di vista spaziale o temporale, dimenticando che esiste sempre la possibilità di altri tipi di relazioni: la weltanschauung della Kinesiopatia® Osteopatica o del Cranio-Sacral Repatterning®, con la visione olistica che li contraddistingue, permettono di prendere in considerazione non solo l’evento locale o la sequela temporale, potenzialmente responsabili del problema, ma l’essere umano nelle sue manifestazioni poliedriche e multiformi.

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