arco diastaltico

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ultimo aggiornamento: 3 Agosto 2018 alle 0:18

Dal greco da δια (diá → attraverso, per mezzo di) e στέλλω (stéllo → partire, circolare, prepararsi), col significato di “interporsi”, più che da διασταλτικός (diastaltikós → comunicativo, espansivo): termine utilizzato per descrivere l’arco del riflesso nervoso presente a livello spinale e nei nervi cranici; si parla di arco in quanto la rappresentazione grafica della fibra sensoriale afferente al centro nervoso (contenuto nel midollo spinale o nel tronco encefalico) da cui si diparte la fibra efferente eccito-motoria connessa, ricorda un segmento di circonferenza. arco diastaltico riflessoL’arco diastaltico rappresenta un sistema di coordinamento tra uno stimolo sensitivo e la reazione dell’organismo, attraverso l’unità motoria o l’attivazione della risposta adattativa endocrina: costituisce un mezzo automatico di adattamento alle condizioni ambientali e di regolazione delle sue prestazioni. Quando uno stimolo qualsiasi, attraverso l’attivazione di un recettore, dà luogo a un impulso nervoso, grazie una fibra afferente centripeta sensitiva, che raggiunge il neurasse (midollo spinale o tronco encefalico), dove tramite connessione sinaptica (sinapsi), attiva un neurone eccito-motorio; la risposta, tramite una fibra centrifuga motoria, viene portata in periferia, dove un effettore innesca l’azione adattativa: tale elemento può essere un muscolo o una ghiandola, a cui arriva l’assone del neurone efferente, così che uno stimolo applicato alla periferia provocherà una pronta risposta consistente in una contrazione muscolare o in una secrezione ghiandolare. Si definisce azione riflessa quando l’impulso percorre almeno due neuroni, uno che dalla periferia lo porta al centro (cioè al sistema nervoso centrale) e l’altro che dal centro lo riporta alla periferia, senza che vi sia coinvolgimento dei centri nervosi superiori. Se l’arco diastaltico è composto da neurone afferente e neurone efferente tramite una sola sinapsi, si parla di riflesso semplice (o riflesso monosinaptico). I neuroni sensitivi raramente si interfacciano direttamente col quella eccito-motoria, ma si trovano interposti altri neuroni che vengono chiamati interneuroni (neuroni intercalari): in realtà sul neurone efferente convergono fibre da altre parti del nevrasse, in modo da modulare la risposta in base alle influenze provenienti da altre aree del sistema nervoso e attraverso percorsi diversi, sui quali saranno intercalate sinapsi in numero e di tipo variabile; in questi casi si parla di arco riflesso polisinaptico, in quanto numerose sono le connessioni sinaptiche che si stabiliscono. L’automatismo è attuato dai neuroni che assicurano la diffusione o irradiazione della risposta, infatti, l’impulso proveniente dal neurone afferente si dirigerà non solo su un neurone efferente dello stesso lato, ma anche ad altri neuroni controlaterali o di differenti neuromeri: l’azione riflessa che così ne deriva sarà un’azione complessa; quando il neurone efferente invia impulsi a un muscolo scheletrico, viene detto arco riflesso somatico (motorio) quando il neurone efferente sovraintende l’attività di un tessuto muscolare liscio, di un tessuto ghiandolare, viene chiamato arco riflesso autonomo. Le funzioni dell’arco diastaltico non sono sottoposte al controllo superiore, in quanto lo stimolo scatena rapidamente la risposta riflessa, prima ancora che l’informazione, attraverso collegamenti più complessi e vie nervose più lunghe, possa giungere alla corteccia cerebrale per essere identificato a livello di coscienza; per quanto le reazioni non siano supervisionate dall’encefalo, i riflessi possono subire influenze da parte di afferenze provenienti da distretti periferici, come, ad esempio, dai metameri, i miotomi o viscerotomi associati al mielomero associato allo specifico arco diastaltico, oppure possono derivare da influenze ascendenti o discendenti lungo il midollo spinale stesso. Per questa ragione, talvolta sono possibili outcome (esiti) anomali, dipendenti da fenomeni di facilitazione segmentale: a volte sono coinvolte le vie afferenti e l’interpretazione neurologica dei segnali in ingresso, con l’insorgenza di disestesie o disergie; in altre occasioni sono interessate le vie efferenti, con manifestazioni di distonia; se viene coinvolto l’arco riflesso motorio, si possono osservare dissinergiedistonie neuro-muscolari o discinesie, mentre l’interessamento dell’arco riflesso autonomo, causa distonie neuro-vegetative.

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