neuromero

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ultimo aggiornamento: 28 Febbraio 2018 alle 19:26

Dal greco νερον (nevron → nervo) e μέρος (méros → parte): detto anche neurotomo, ciascuna delle parti in cui è diviso il cervello dei vertebrati durante la formazione embrionale: per estensione, dopo lo sviluppo, si definisce neuromero ognuno dei segmenti del midollo spinale costituito dalle radici di una coppia di nervi spinali con i relativi gangli e dal corrispondente tratto del midollo spinale, che innerva i derivati dei corrispondenti somiti embrionali. Più precisamente i neuromeri sono dei segmenti di midollo spinale (sezioni virtuali, indicati tramite l’iniziale maiuscola del nervo spinale a cui sono associati) che si ripetono dalla porzione rostrale a quella caudale, collegati a un determinato territorio corporeo, dall’emergenza bilaterale di una coppia di radici motrici e alla penetrazione di una coppia di radici sensitive, con i gangli annessi: ogni coppia di nervi è connessa ad una precisa regione corporea. Si individua, in tal modo, il dermatomero (la striscia di cute innervata in una singola radice dorsale, sensitiva, detta dermatomo), il miomero (muscolatura striata innervata da una singola radice ventrale, motoria, detta miotomo) ed il viscerotomo (distretto viscerale corrispondente, detto visceroma). I neuromeri ricevono attraverso le radici posteriori gli stimoli provenienti da determinati territori periferici del corpo cui, a loro volta, inviano impulsi motori attraverso le radici anteriori:  costituiscono la sede dei riflessi nervosi segmentali a cui corrispondono metameri periferici per le aree sensoriali cutanee (dermatomeri), aree effettrici muscolari (miomeri) ed aree viscerali (viscerotomi). All’interno del neuromero si sviluppano gli archi riflessi orizzontali come l’arco diastaltico, costituito da un neurone sensitivo (afferente) ed un neurone effettore (eccito-motorio), a cui si possono interporre almeno un interneurone e un neurone associativo, senza che ci sia un controllo discendente dei centri nervosi superiori.

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