anestesia

ultimo aggiornamento: 18 Settembre 2020 alle 20:43

etimologia e definizione

Parola fu inventata dal medico e poeta Oliver Wendell Holmes, che la mutuò dal greco ἀναισϑησία (anaisthēsía → insensibilità), composto da ἀν– (an- → mancanza) e αἴσϑησις (àisthesissensazione, sentimento): indica abolizione della sensibilità, della coscienza e del dolore, associato frequentemente a rilassamento muscolare.

anestesia patologica

Può essere provocata da lesioni, parziali o totali, delle vie o dei centri della sensibilità nelle sue varie forme; a seconda del livello e delle sedi in cui è intervenuta la lesione, si distingue in corticale, sottocorticale, talamica, capsulare, spinale, radicale e periferica.

anestesia chirurgica

Il termine è utilizzato anche per indicare l’abolizione della sensibilità, indotta dall’interruzione operatoria delle vie sensitive (anestesia chirurgica), o mediante l’uso di particolari farmaci (anestetici) che sopprimono temporaneamente la sensibilità dolorifica rendendo possibili gli interventi chirurgici; l’anestesia farmacologica può essere generale o locale, a seconda che si agisca su tutto il corpo o su una parte soltanto di esso.

anestesia emotiva

Si manifesta in quelle persone che appaiono, fredde, glaciali e che apparentemente sembrano non provare emozioni. In genere sono persone definite apatiche e distaccate, in realtà provano anche loro emozioni, ma le “sentono” in situazioni particolari.

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