inversione del capezzolo

fisiopatologia

Normalmente i capezzoli, di forma conica o cilindrica, sporgono al centro dell’areola mammaria: anche se le dimensioni sono solitamente proporzionali a quelle del seno, il rilievo presenta un’altezza media di 10-12 mm rispetto al piano cutaneo; occasionalmente, possono essere retratti sotto la superficie cutanea, anche se non necessariamente in modo simmetrico.

Quando il capezzolo rimane permanentemente introflesso, quindi rientrato nel seno, anche se stimolato manualmente o con il freddo, si parla di inversione del capezzolo: l’inversione del capezzolo può essere presente sin dalla nascita (per una brevità dei dotti galattofori congenita) o acquisita; in quest’ultimo caso, la condizione è generalmente benigna, può indicare la presenza di un problema più severo.

La retrazione può interessare una sola mammella o entrambe: in genere è sostenuta da una fibrosi periduttale, conseguente a processi infiammatori o interventi chirurgici; se il capezzolo non sporge, può interferire con la normale possibilità di allattare al seno. Talvolta, l’inversione del capezzolo può rappresentare il primo segno di una neoplasia della mammella, soprattutto quando è asimmetrica, si associa a secrezione sierosa o ematica oppure alla presenza di un nodulo.

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