tenesmo

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ultimo aggiornamento: 15 Agosto 2017 alle 21:02

Dal greco τεινεσμός (teinesmós → tensione), derivato da τείνω (téino → tendo, distendo): spasmo dello sfintere anale o di quello vescicale, accompagnato da stimolo alla evacuazione, anche senza emissione di materiale, anche nel caso in cui i visceri siano già statti svuotati. Il tenesmo è la contrazione spasmodica, violenta, dolorosa e ripetuta dei muscoli vescicali (tenesmo vescicale) o dei muscoli perineali e del retto (tenesmo rettale); il primo (vescicale), spesso, è causato da varie affezioni della vescica o della prostata e spesso si accompagna alla disuria e stranguria: in pratica chi ne è affetto sente un bisogno continuo di mingere, seppure con scarsi risultati e dolore. Il secondo (rettale) è provocato da infiammazioni o disturbi funzionali dell’ano e del retto, con conseguenti stimolazioni interne e continuate; anche varie affezioni degli organi vicini possono essere responsabili del tenesmo, per la presenza di rapporti d’innervazione reciproca e facilitazione segmentale: la sensazione è uno stato di tensione o di costrizione alla regione dell’ano, accompagnato dal bisogno continuo di defecare, senza reale capacità di evacuazione.

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