ventosa gleno-omerale

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Uno dei mezzi attraverso cui viene assicurata stabilità ad un’articolazione è l’instaurarsi di forze di suzione che tendono a sviluppare un “effetto vacuum“, ovvero una pressione negativa, in genere al centro delle cavità acetabolari delle diartrosi, che favorisce l’aderenza delle superfici articolari: elemento caratteristico di queste articolazioni è la presenza di una glenoide e di una capsula articolare, contenente liquido sinoviale. La conformazione sferica a testa piena dei capi articolari (convesso) che si affronta ed è ospitato in una cavità articolare a forma sferica cava (concavo), garantisce un contatto reso più efficace dalla presenza del liquido sinoviale, denso e viscoso: l’accentuazione della concavità centrale garantisce la maggior efficacia nel creare un effetto di attrazione dello snodo sferico articolare, pur garantendo l’omnidirezionalità del movimento, che può esprimersi senza soluzioni di continuità. La presenza di un hypomochlion che funge da fulcro per la somma vettoriale di tutte le forze dei muscoli che agiscono sull’articolazione, associata alla presenza di forze di “adesione-coesione articolare“, create dal fluido contenuto dalla capsula articolare, contribuiscono a creare la stabilità articolare.

Esempio di questo fenomeno è la cosiddetta “ventosa gleno-omerale“, dove tali fenomeni di “suzione endoarticolare” sono favoriti non solo dalle forze di adesione e coesione dipendenti dal liquido sinoviale e dalla “forza di reazione globale dell’articolazione omerale“, che generano il cosiddetto ”equilibrio gleno-omerale”, ma anche dalla particolarità dell’articolazione gleno-omerale. La porzione centrale della cavità glenoidea è ricoperta da uno strato relativamente sottile di cartilagine articolare, che tende ad ispessirsi, mano a mano che ci si allontana dal centro; questa conformazione incrementa la flessibilità strutturale, conferendo al labbro glenoideo, posto nella parte più esterna dell’acetabolo, in prossimità dell’area di inserzione della capsula articolare, una maggiore duttilità e versatilità: questa elasticità incrementale permette alla cavità articolare di adattarsi ed aderire perfettamente alla faccia articolare omerale che è liscia, creando, appunto l’effetto “vacuum“, con un aumento della resilienza verso le possibili forze distraenti. Qualora le superfici di contatto fra i capi articolari tendano ad allontanarsi dall’ipomoclio, la forza di attrazione esercitata dalla ventosa gleno-omerale tende a diminuire, riducendo la stabilità e la resistenza alla sublussazione articolare, divenendo totalmente inefficace in situazioni in cui la cavità non può aderire alla superficie della testa omerale, come nel caso di un distacco del labbro glenoideo o di una frattura della glenoide.

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