schisi

ultimo aggiornamento: 5 Aprile 2021 alle 1:43

Dal greco σχίσις (skhísis → separazione, fenditura, divisione), derivato da σχίζω (skhíso → separare, scindere): sinonimo di “spazio” con questo termine si è soliti indicare una divisione o fessura di un organo sulla linea mediana per difetto morfogenetico di saldatura; fessurazione patologica congenita, come nella schisi vertebrale, nella palatoschisi, nella cheiloschisi (o labioschisi, il cosiddetto “labbro leporino”) o nella neuroschisi. Durante lo sviluppo embrionale, chi è affetto da schisi non raggiunge la continuità di uno o più aree o segmenti che appaiono quindi interrotti o incompleti per mancanza di fusione dei due capi tissutali. In presenza di significativa schisi vertebrale, si parla di rachischisi, la cui manifestazione più nota è la “spina bifida“, una malformazione del rachide e del midollo spinale nella quale il canale rimane incompleto e favorisce la fuoriuscita di ernie midollari, con possibile interessamento anche del tessuto nervoso (neuroschisi), di quello osseo o della regione cutanea sovrastante con esposizione del canale midollare (spina bifida cistica); se la cute risulta intatta e appare come una fossetta ricoperta da peli, la spina bifida si definisce occulta.

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