articolazione sacro-iliaca

ultimo aggiornamento: 29 Maggio 2018 alle 12:55

Articolazione che unisce, bilateralmente, l’osso sacro all’osso iliaco; può essere definita una anfidiartrosi, alla luce del fatto che funzionalmente si comporta come sia come una sincondrosi, sia come un’artrodia atipica, in quanto i capi ossei sono liberi e separati da una cavità: la parte posteriore può essere considerata una anfiartrosi, mentre la porzione anteriore, caratterizzata dalla presenza di liquido sinoviale, può essere equiparata ad una diartrosiLe superfici articolari, rappresentate dalle faccette articolari dell’osso sacro e dell’osso iliaco, non sono perfettamente piane, ma presentano una doppia curvatura che conferisce all’interlinea articolare, se vista dall’avanti, un andamento a S italica, che contribuisce a limitare le possibilità di reciproco scorrimento fra le due ossa. I mezzi di unione dell’articolazione sono dati da una capsula articolare, spessa e resistente, rinforzata da legamenti periferici e da legamenti a distanza; la superficie interna della capsula è tappezzata da tessuto sinoviale, che si espande, anteriormente, in un piccolo diverticolo. È rinforzata da legamenti sacroiliaci, uno anteriore e uno posteriore: il legamento sacroiliaco anteriore è un robusto insieme di fasci fibrosi che hanno origine dalla faccia anteriore del sacro, lateralmente ai due primi fori sacrali e terminano sulla parte più mediale della fossa iliaca; il legamento sacroiliaco posteriore è invece costituito da tre gruppi di fasci che si trovano su altrettanti piani: nel piano profondo si pone il fascio interosseo, teso fra la tuberosità iliaca e quella sacrale, che non passa quindi per l’interno dell’articolazione. Nel piano medio si trova il fascio breve che congiunge le spine iliache posteriori e l’incisura fra esse interposta, con il II e il III tubercolo della cresta sacrale laterale. Il piano più superficiale è costituito dal fascio lungo che, con andamento pressoché verticale, connette la spina iliaca postero-superiore a uno degli ultimi tubercoli della cresta sacrale laterale. I legamenti a distanza sono rappresentati dal legamento ileolombare, dal legamento sacrospi­noso e dal legamento sacrotuberoso: il legamento ileolombare connette i processi costiformi della IV e V vertebra lombare con la cresta iliaca, spingendosi fino alla parte superiore della faccetta auricolare dell’osso dell’anca e confondendosi con i legamenti sacroiliaci anteriori; il legamento sacrospinoso si estende dal margine laterale del sacro e del coccige alla spina ischiatica. Il legamento sacrotuberoso prende attacco, in alto, sulle due spine posteriori, sull’incisura fra esse interposta e su tutto il margine laterale del sacro e del coccige, terminando sulla tuberosità ischiatica; i due legamenti concorrono, da un lato, a contenere i movimenti reciproci fra anca e sacro, dall’altro chiudono le due incisure, delimitando il grande e il piccolo foro ischiatico.

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