shock absorbers

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ultimo aggiornamento: 5 Giugno 2018 alle 13:54

Il termine “shock absorber” potrebbe essere tradotto, letteralmente, dall’inglese con “ammortizzatore“, “zona cuscinetto“, “smorzatore“, come il suo sinonimo “shock damper“: la parola “shock “, in questo contesto, assume il significato di colpo, trauma, urto, botta, mentre il termine “absorber” merita un minimo di attenzione. L’etimologia del termine sottolinea il concetto di “sopportazione” ma, allo stesso tempo evidenzia l’idea di attutire l’energia derivante dal trauma, sottolineando gli aspetti di adattabilità e “capienza“; la ritenzione all’interno del sistema corporeo, dell’energia derivante dal trauma, comporta la necessità di disgiungere armonicamente e ridistribuire le forze coinvolte, in modo da poter assorbire e inglobare gli effetti dello shock. Come conseguenza si verifica un’interazione fra agente stressante e “sistema ammortizzatore“, grazie alla funzione di “dissipatore dell’energia” attuata, appunto, dal sistema degli shock absorber: attraverso resilienza e tensegrità, anche per effetto dei fenomeni di isteresi elastica, il sistema esprime la sua capacità di omeostasi funzionale, adattamento o allostasiIn pratica, l’energia cinetica derivante dagli shock viene “incorporata”, attraverso la dispersione e la disgiunzione dei vettori di forza, la trasformazione in differenti tipi di energia (calore, deformazione elastica o strutturale, alterazione chimica distrettuale) o la riorganizzazione funzionale, con la conseguente neutralizzazione del potenziale danno organico. Un elemento fondamentale per il contenimento dell’energia cinetica potenzialmente dannosa per l’organismo sono le articolazioni: la loro funzione di snodo (distribuzione delle energie lungo differenti vettori) e di giunto (elemento di congiunzione) all’interno di una catena cinematica, è associata alla capacità di assorbire le forze compressive o resistere alle componenti distorsive: grazie all’uso del test muscolare, è possibile verificare la presenza di alterazioni della capacità di “ammortamento” attraverso il damper test oppure per mezzo del test di Deutsch, riscontrare una riduzione dell’abilità di resistere agli stressor cinetici che tendono a lussare o divergere le strutture articolari. La Kinesiologia Transazionale® offre differenti strumenti in grado di incrementare l’efficacia della risposta corporea agli shock, vuoi agendo sulle aree in squilibrio che possono causare una diminuzione della forza vitale, vuoi attivando le risorse a disposizione dell’organismo; ad esempio, il profilo nutrizionale è una tecnica in grado di identificare quelle microcarenze nutrizionali, spesso presenti nello stress cronico, che contribuiscono a ridurre l’attitudine ad ammortizzare i traumi. 

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